Il fatto è avvenuto intorno alle 20 di ieri sera, quando il negozio stava ormai quasi per chiudere. Nella gioielleria "Calogiuri", di proprietà di Claudio Calogiuri, e gestito insieme alla consorte, Maria Rosaria Santoro, sono entrate due persone. Piuttosto giovani e, probabilmente, inesperti. Non hanno usato subito la forza, ed avevano il volto scoperto. Il copione, quello solito di molte rapine simili. Si sono finti clienti. Come già accaduto nella gioielleria "Riviere" di Lecce, per fare un esempio concreto e recente. Hanno iniziato ad osservare un po' di monili, rivolgendo qualche domanda. E facendo tirare fuori più di qualche gioiello, per fingere di volerlo apprezzare da vicino. Per poi estrarre fuori improvvisamente una pistola e tentare di scavalcare il banco. Un giocattolo, forse, quell'arma, tanto più che non è stata usata.
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Ma la reazione dei proprietari è stata tanto veemente, quanto inattesa, per i rapinatori. Anche perché i titolari avevano già intuito le brutte intenzioni, cogliendo qualche indizio negli sguardi che si scambiavano i due e forse da un certo nervosismo che potrebbe averli traditi. Per niente intimoriti, hanno quindi sospinto i rapinatori verso l'esterno, costringendoli a fuggire. A piedi, perdendosi nelle vie della cittadina. Dove forse erano attesi da qualche complice in un'auto. Le indagini sono affidate ai carabinieri della stazione locale e della compagnia di Lecce. I quali possono solo avvalersi di un identikit approssimativo dei due, dato che nella gioielleria "Calogiuri" non vi sono videocamere. Sembra, però, che dalla parlata, i banditi possano essere stati identificati come persone provenienti dalla zona di Brindisi.





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