Due rapine in un giorno, le indagini portano sempre al "Totò Riina di Nardò"

Nuovo arresto per Egidio Luigi Prete. Risponde dei colpi a Leverano e Boncore del 13 marzo. Indagato pure il presunto complice

I carabinieri di Leverano nell'area colpita quel giorno.

LECCE – In carcere c’era già finito proprio per rapina. Ora, Egidio Luigi Prete, 38enne di Nardò (nella foto in basso), autoproclamatosi in passato il “Totò Riina” locale in occasione di un tentativo d’estorsione a un commerciante ambulante, dovrà rispondere anche di altre due.

A Borgo San Nicola, infatti, si sono presentati i carabinieri della stazione di Leverano, che gli hanno notificato una nuova custodia cautelare. Sarebbe stato lui a mettere a segno due rapine in un unico giorno. E non certo da solo. Anche il presunto complice è stato identificato: è Gregorio Pandi, il 27enne con cui Prete era finito nei guai per l’assalto con ferimento di un dipendente, colpito alla testa con il calcio di una pistola, presso la stazione di servizio Q8 di Salice Salentino. Fatto avvenuto il 14 marzo scorso. Nel caso di Pandi, però, è stata rigettata la richiesta di custodia cautelare per le altre due rapine. Resta indagato in stato di libertà.

I nuovi casi contestati

I fatti contestati risalgono alla tarda mattinata del 13 marzo scorso (quindi proprio al giorno prima che Prete e Pandi fossero arrestati) e riguardano il distributore Agip di Leverano, in via Libertà, e l’Eni di Boncore (frazione neretina, ma località comunque molto prossima a Porto Cesareo), sulla provinciale 359.  Le indagini su questi due episodi sono state portate avanti dalla stazione di Leverano dei carabinieri. Un lavoro certosino, quello degli uomini comandati dal maresciallo Gianluca Pagliara, che si è sviluppato anche tramite immagini di videosorveglianza. Un aiuto spesso prezioso per gli investigatori.

Due assalti in pochi minuti

PRETE EGIDIO LUIGI-3Era un martedì e tutto si consumò nel giro di pochi, convulsi minuti, che portarono a una serrata caccia all’uomo. Alle 11,50 circa, i due rapinatori arrivarono a Leverano, in via della Libertà e, con passamontagna e armati pistola, entrarono a bordo di una Nissan Micra nell’area di servizio Agip. Messo a segno il colpo, fuggirono con 500 euro. Successivamente si sarebbe scoperto che la targa dell’auto era stata sottratta la stessa mattina a un furgone Fiat Fiorino. Ma intanto, i due, non paghi del bottino già racimolato, pochi minuti dopo, alle 12,15 circa, raggiunsero l’area Eni nei pressi di Boncore e arraffarono altri 500 euro. La fuga finale, in direzione di Nardò.

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La terza rapina e il primo arresto

Le indagini erano dunque già partite, quando Prete e Pandi si tradirono. Il giorno dopo, infatti, decisero di tornare all’azione, sempre in un’area di servizio, la Q8 all’uscita di Salice Salentino. Usarono, in quel caso, una Renault Modus. Ma durante la fuga, furono placcati all’altezza di Copertino dai carabinieri della tenenza comandata dal luogotenente Salvatore Giannuzzi. Le ricerche erano state diramate in un’ampia fetta di provincia e per i due non ci fu scampo. Ora, arrivano gli esiti anche delle indagini di Leverano. E il conto da pagare inevitabilmente è salito.  

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