E gli studenti del "Banzi" vanno a lezione di tifo

Un convegno sulla sicurezza negli stadi si è svolto presso l'Istituto scientifico Banzi di Lecce. Relatori sono stati esponenti del mondo sportivo, delle forze dell'ordine e del panorama ultrà locali

La curva Nord di Lecce (foto archivio LeccePrima)
Gli studenti dell'istituto scientifico "Banzi Bazoli" di Lecce hanno organizzato un incontro sul tema della sicurezza negli stadi, una problematica sempre molto calda nell'agenda dei mezzi d'informazione. Appena 29 giorni fa, i riflettori della cronaca nazionale si accesero sulla scuola di Piazza palio, grazie all'operazione della Digos di Lecce che identificò i componenti della banda degli estintori, i cosiddetti "fighetti". Per una campagna di riscatto intrapresa dalla scuola stessa e dagli studenti dell'Istituto, in mattinata si è tenuto un convegno con relatori diversi per motivi lavorativi. Mario Zanotti, team manager del Lecce calcio, Giuseppe Milli, avvocato ed ex esponente degli ultrà, Giorgio Oliva, dirigente della sezione volanti della questura di Lecce e Sandra Meo, dirigente dell'Ufficio misure di prevenzione e vice dirigente della seconda Divisione anticrimine.

Il dibattito, svoltosi presso l'aula magna dell'istituto superiore, è stato aperto dall'intervento dell'avvocato Milli, fino agli inizi degli anni novanta componente del primo commando ultrà a Lecce. "Anch'io nei miei nove anni vissuti da "accanito sostenitore", ha esordito Milli, "ho partecipato a trasferte di massa, tenendo in mano un megafono, organizzando irruzioni negli spogliatoi per parlare con allenatore e giocatori quando le cose non andavano bene". Accostare, per un eccesso di amore, il termine ultrà con quello meno nobile di criminale, ha spiegato l'avvocato, è una forzatura oltre che linguistica anche storica; con un rapido excursus, Milli ha ripercorso la nascita e la crescita del movimento ultrà, "foraggiato dallo stato nazionale, negli anni settanta, per debellare la violenza nelle piazze urbane infuocate da scontri politici".

"Una spirale di violenza più morale che fisica, ha rimarcato il team manager del Lecce Mario Zanotti e che ha ristretto il target negli stadi italiani in un pubblico prettamente maschile". "Riavvicinare la gente allo spettacolo calcistico è un'impresa titanica", ha aggiunto Zanotti, "e urge un restyling degli stadi italiani troppo vecchi e scomodi per una platea assai variegata". "Uno sport diventato uno spettacolo in cui ogni attore recita un copione". Sandra Meo definisce così l'intero circuito pallonaro fissando un preciso spartiacque temporale, gli anni ottanta, per stabilire il principio della deriva del calcio. "Le televisioni, o meglio l'intero mondo comunicativo", ha spiegato la Meo, "hanno alimentato nelle città anche di provincia, la crescita del fenomeno "ultrà", dando una visibilità che fino a gli anni settanta non era riservata". "L'avvento di Internet", ha chiosato la dirigente della Qestura di Lecce, "ha successivamente consentito ai tifosi di tutta Italia di trasformare gli ultrà in un fenomeno sociale, con costi enormi per lo Stato".

Cosa fare allora perchè ci siano i presupposti per ritornare ad un tifo passionale nelle curve e nel contempo non violento? Per Oliva, dirigente della sezione volanti, "il doppio decreto leegislativo varato dal Governo in una condizione di evidente emergenza ha avuto un doppio effetto, positivo limitando gli incidenti tra tifoserie e negativo impoverendo i "colossei d'Italia" di quegli aspetti folcloristici che si spera quanto prima possano ritornare a colorare tutte le curve". Nella parte finale del convegno gli studenti del liceo "Banzi" hanno posto diversi quesiti ai relatori, con continui riferimenti all'equazione disagio nelle curve uguale ad una crisi di valori nella società.

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