E ora un miracolo anche per la chiesa di San Salvatore

Gli attivisti dell'Osservatorio Torre di Belloluogo organizzano presidio tra Sannicola e Gallipoli nei pressi dei ruderi dell'ex immobile bizantino in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio

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Un presidio per la salvezza della ex chiesa bizantina di San Salvatore. Un atto simbolico di partecipazione in occasione delle "Giornate europee del Patrimonio" che si svolgono in questo fine settimana su tutto il territorio nazionale. Con un'occupazione simbolica presso i ruderi dell'antico monumento in, inglorioso, declino (tra le campagne della zona industriale a cavallo tra Sannicola e Gallipoli) gli attivisti dell'associazione ideale Osservatorio Torre di Belloluogo, tornano a calamitare l'attenzione sulla salvaguardia delle testimonianze bizantine e non del territorio salentino. Mentre infatti qualcosa già si muove per fronteggiare l'altra ferita storico-architettonica della zona del Sud Salento (abbandonata all'incuria e all'ineluttabilità del tempo che scorre) ovvero il crollo della chiesetta di San Pietro dei Samari, con un primo piano di interventi concertato tra il Comune di Gallipoli e la proprietà e con un contributo provinciale di 15 mila euro sul quale fare affidamento, ora è tempo di invocare un altro miracolo: quello per salvare San Salvatore e il suo scrigno di affreschi e testimonianze da strappare all'oblio senza ritorno. In passato già Legambiente aveva acceso un faro sulla criticità della situazione dell'ex chiesa bizantina annoverata tra i "tesori" da salvare. Ora l'Osservatorio Torre di Belloluogo rincara la dose e sulla questione ha già da tempo investito anche il Governo nazionale.

E l'iniziativa dell'occupazione simbolica di domani, 27 settembre, è stata comunicata anche al ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi (già informato della situazione con una precedente lettera del tenace Beniamino Piemontese) ed a tutte le autorità statali e locali, "affinché si possano comunemente rintracciare i provvedimenti più urgenti e necessari per garantire la già invocata salvezza delle sopravviventi vestigia della Chiesa bizantina di San Salvatore, ubicata nell'antico agro di Gallipoli, nei pressi della zona industriale del comune jonico che si sta espandendo in maniera sempre più indiscriminata e che rischia di cancellare l'antico e prezioso monumento, sempre che ne resti in piedi ancora una sola pietra, visti la rovina, lo scempio ed il crollo imminente dovuto al cedimento delle pareti e delle volte, che rischiano seriamente di cancellare la testimonianza di arte, fede e cultura che costituivano l'antica civiltà del Salento bizantino".

Lo stato dei luoghi dell'ex chiesa di San Salvatore parla da solo. Non a caso è inserita in un complesso architettonico rurale ormai diruto e fatiscente. "Tutto il complesso è di proprietà privata e versa in miserevoli condizioni di abbandono e rovina" spiega Beniamino Piemontese, "un vero peccato. Infatti sebbene la chiesa versi in un pessimo stato di conservazione, sono ancora visibili all'interno gli affreschi della nicchia absidale e della soprastante parete lunettata, attribuibili a maestranze legate agli ambienti monastici greco-bizantini. L'edificio religioso, in stile greco-bizantino, viene datato agli inizi del XIV secolo - più precisamente intorno al 1310 - in base a delle fonti documentarie, ma può ragionevolmente essere fatto risalire ad epoca anteriore, e potrebbe essere coeva, ad esempio, della chiesa bizantina di San Mauro, ubicata a poca distanza, sulla Serra dell'Altolido, sempre in agro del Comune di Sannicola, confinante col territorio del Comune di Gallipoli". Già lo scorso 20 di agosto, su iniziativa sempre dell'Osservatorio Torre di Belloluogo, si è realizzata una manifestazione di sensibilizzazione per la chiesa bizantina con la proiezione all'interno dello stesso monumento di un video dedicato all'artista Edoardo De Candia. Ed oggi come allora l'appello a più voci rimane immutato: "Salviamo la chiesa bizantina di San Salvatore".
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