Energie rinnovabili, Tar condanna la Regione a risarcire la società privata

È questo l'esito della sentenza del tribunale amministrativo salentino che stigmatizza la condotta dell'ente regionale, per un procedimento di autorizzazione unica poi negato alla Sorgenia per un impianto da realizzarsi a Salice

LECCE - Energie rinnovabili, arriva una innovativa sentenza del Tar Lecce, che stigmatizza la condotta della Regione Puglia: la Società Sorgenia, assistita dall’avvocato Andrea Sticchi Damiani, dopo aver ottenuto la chiusura favorevole del procedimento di autorizzazione unica per un impianto da costruirsi nell’agro del Comune di Salice Salentino, ha visto negarsi il rilascio dell’autorizzazione unica (a seguito di un parere tardivo rilasciato da Arpa).

Questa condotta dell'ente è stata ritenuta illegittima da una precedente sentenza (n. 718/2012) di annullamento da parte del medesimo Tar Lecce, poi elusa dalla Regione nel conseguente riesercizio del potere: in buona sostanza, la Regione, invece di emendare il procedimento dai vizi rilevati, ha riproposto la medesima azione in autotutela. La portata innovativa della seconda sentenza del Tar Lecce (n. 1493/2013) risiede nella condanna della Regione Puglia al risarcimento del danno nei confronti della Società Sorgenia.

Il tribunale ha, infatti, affermato che “nella specie, infatti, nella ricostruzione degli elementi della responsabilità, il fatto dannoso va identificato non tanto nel diniego illegittimo, ma nel complessivo comportamento dell’amministrazioneAvv. Andrea Sticchi Damiani-2 che ha dato vita a due procedimenti in autotutela senza il previo vaglio della sussistenza dei presupposti, imponendo un’attività istruttoria inutile e ponendo oneri procedurali superflui …  sicché in questa sede, può essere riconosciuto … il danno patrimoniale nei limiti del solo interesse negativo. Quest’ultimo quindi può essere commisurato alle spese documentate che la ricorrente possa dimostrare di aver sopportato nei procedimenti in questione”.

Appare evidente che la sentenza possa aprire nuovi scenari nel tema di risarcimento del danno a beneficio dei privati in caso di attività procedimentale illegittima da parte delle pubbliche amministrazioni.

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