Eredità da 400mila euro, a processo per circonvenzione d'incapace

A partire dal 22 giugno, Rosaria Lupiccio, 39 anni, di Torre San Giovanni dovrà difendersi dall'accusa. Secondo l'accusa, avrebbe approfittato delle condizioni di una vicina

LECCE - Sarà il processo a stabilire se è vero che Rosaria  Lupiccio, 39 anni, residente a Torre San Giovanni, marina di Ugento, approfittò delle condizioni critiche di salute della vicina di casa, una 89enne di Taurisano (nel frattempo deceduta) per convincerla a lasciarle i risparmi di una vita: un patrimonio di 400mila euro.

Circonvenzione di incapace, questa è l'accusa dalla quale dovrà difendersi a partire dal 22 giugno, la 39enne che oggi è stata rinviata a giudizio dal gup (giudice per l'udienza preliminare) Cinzia Vergine. In aula, dinanzi al giudice della prima sezione penale Sergio Tosi, ci saranno anche due nipoti residenti in Svizzera dell'anziana che si sono costituiti parte civile con l'avvocato Stefano Orlando.

Secondo le indagini, i deficit psichici e fisici dell'89enne erano evidenti e noti, anche alla luce del fatto che il giudice tutelare le aveva affidato un amministratore di sostegno, ritenendo non fosse in grado di gestire i propri interessi. Stando all'impostazione accusatoria, Lupiccio ne avrebbe quindi approfittando, inducendo la malcapitata a sottoscrivere, il 3 febbraio del 2014, un testamento pubblico in cui si faceva nominare erede universale di tutti i beni, mobili e immobili e, il 21 marzo di quello stesso anno, una procura generale per poter svolgere qualunque atto di amministrazione ordinaria e straordinaria e di disponibilità dell'intero patrimonio.

Il difensore dell'imputata, l'avvocato Luigi Corvaglia, in una memoria difensiva di 11 pagine, ha cercato di dimostrare, tra le altre cose, che l'anziana non fosse in condizione di menomazione psichica tale da non poter gestire i propri interessi. Almeno, non lo sarebbe stata, stando al parere di alcuni specialisti che la visitarono, prima del testamento e della procura. E, allora, perché fu nominato un amministratore di sostegno? La decisione del giudice tutelare fu successiva alla redazione dei due atti. Insomma, non resta che attendere l'esito del processo per conoscere la verità sulla vicenda.

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