Errore o avaria? Perito inviato a Gemini per un'ispezione sul velivolo

Il pm ha nominato come consulente il colonnello dell'Aeronautica Alfredo Caruso. Stamattina il controllo con il supporto della scientifica del Nucleo investigativo

UGENTO – Era un velivolo nuovo. Un Freccia uscito dalla Pro.Mecc di Corigliano d’Otranto. Un piccolo gioiello, per gli appassionati di volo, non solo italiani. Apparecchio leggero, realizzato in carbonio e con strumentazione all’avanguardia, si è trasformato però in una trappola mortale per il suo proprietario, l’imprenditore edile Tommaso Arbace di Gagliano del Capo (73 anni) e per l’ospite, Gianluca Causo, di Melissano (42 anni).

C’è stata anche un forte componente di sfortuna, nell'incidente in cui sono incappati. Perché se ieri pomeriggio il Freccia non fosse finito su un muretto a secco, ma in mezzo alle campagne, il velivolo probabilmente ne avrebbe risentito, a livello di danni materiali, ma i due occupanti, forse, si sarebbero salvati.

E’ una delle conclusioni alle quali sono arrivati quasi subito, gli investigatori che si stanno occupando di fare chiarezza seulle cause che hanno condotto al tragico incidente e che oggi sono tornati sul posto per un sopralluogo più approfondito, in appoggio al perito nominato dal pubblico ministero Maria Rosaria Micucci. Si tratta del colonnello in quiescenza dell’Aeronautica militare Alfredo Caruso. Un esperto in materia, che ha già lavorato per l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo.  

Video | Il sopralluogo del perito con i carabinieri

L’apparecchio, o quel che ne rimane, è dunque rimasto  sul posto, sorvegliato, per tutta la notte. In attesa del sopralluogo di oggi, alla luce del sole. Iniziato a metà mattinata e proseguito fino al primo pomeriggio. Il colonnello Caruso ha dunque raggiunto Gemini, la frazione di Ugento dov’è avvenuto il fatto (nei pressi sorge un noto campo scuola) e ha svolto un’ispezione approfondita, con il supporto della Sezione investigazioni scientifiche del Nucleo investigativo dei carabinieri di Lecce. L’aereo è stato osservato ovunque, sollevato anche per ispezionare la parte sottostante, prima di essere rimosso.

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L’incidente è avvenuto attorno alle 17 di ieri in via Repubblica, a circa 200 metri dalle ultime abitazioni che compongono il borgo di Gemini. L’urto con il muretto a secco è stato fatale, perché, impattando con la parte davanti, la più pesante del velivolo (vi è collocato il motore), i due malcapitati sono stati letteralmente sbalzati in avanti, al di fuori dell’abitacolo. E sono stati trovati uno accanto all’altro dai soccorritori. Per loro, però, non c’era però più nulla da fare.

Entrambi abilitati al volo, con i comandi posizionati su tutte e due le postazioni, al momento non si ha ancora piena certezza su chi stesse pilotando il velivolo. Sono in corso gli accertamenti, affidati ai carabinieri della stazione di Ugento e della compagnia di Casarano.

Problema tecnico o errore di manovra? . E' uno degli esiti principali ai quali si cercherà di arrivare per definire i contorni della morte dei due uomini, le cui salme si trovano da ieri presso la camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Ad esempio, se il velivolo in quel momento stesse volando a quota troppo bassa, chi si trovava ai comandi, potrebbe essere incappato nel fatidico stallo in virata. Un problema ben noto a chi pratica l’aviazione.

E' tuttavia ancora molto presto per tirare le somme. Tanto più che questi apparecchi, come già ricordato ieri, non sono dotati di scatola nera. Per cui, le indagini in questi casi si basano molto sull'osservazione dei dettagli, le eventuali testimonianze e le conoscenze tecniche specifiche.

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