"Dà in escandescenze e se la prende con gli infermieri": violenza condannata dall'Ordine

L'episodio è avvenuto il 12 novembre nell'ospedale di Galatina. Il presidente Antonazzo chiede interventi alla Asl: "Il personale del dipartimento di Salute mentale ha paura"

GALATINA -  Un'altra aggressione ai danni del personale sanitario. L'ennesima. Questa volta le vittime, stando alla ricostruzione dell'accaduto che riporta il presidente Opi, Marcello Antonazzo, sono gli infermieri del presidio ospedaliero di Galatina.

I professionisti, impiegati nel servizio psichiatrico di diagnosi e cura dell'ospedale, il 12 novembre sarebbero stati aggrediti da un giovane paziente. “L'uomo, in preda ad una grava agitazione psicomotoria, ha cominciato ad inveire nei confronti del personale sanitario e a scaricare la sua aggressività”, racconta il numero uno dell'Ordine delle professioni infermieristiche.

Antonazzo spiega che a nulla sarebbero valsi i tentativi di calmare il giovane,  tanto che il personale sanitario si è visto costretto a chiedere aiuto agli agenti: “Sono loro l'ennesimo baluardo, maltrattato, di una professione sempre in prima linea e troppo spesso lasciata sola. I colleghi aggrediti a Galatina hanno dovuto attendere il servizio d’ordine interno non sufficiente a gestire il caso per riportare la tranquillità nell’unità operativa. Anche questo aspetto della vicenda ci lascia amareggiati e con un senso d'impotente solitudine.”.

Alle “vittime” va la solidarietà dell'Opi, del Consiglio direttivo e del collegio dei revisori dei Conti.

Casi del genere, denuncia il presidente, sono quasi all’ordine del giorno ed occorre intervenire con urgenza specialmente nei servizi del dipartimento di Salute mentale, laddove il personale lamenta di vivere in condizioni di stress e paura.  

L'appello dell'Opi è indirizzato all’Asl di Lecce: “Occorre soluzioni operative efficaci per invertire la tendenza e ridurre al minimo gli episodi di violenza, per garantire la sicurezza di professionisti e dei cittadini. È necessario che le diverse istituzioni si siedano intorno ad un tavolo per redigere un protocollo d’intesa per gestire in maniera coordinata gli episodi e stabilire chi fa che cosa al momento giusto, onde evitare attese inutili o ritardi nella gestione del paziente”.

“È veramente assurdo che il personale sanitario debba trovarsi in situazioni di pericolo mentre svolge il proprio lavoro per garantire un servizio indispensabile come quello dell'assistenza psichiatrica”, conclude Antonazzo. 

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