Estorsioni ad assessori e commercianti: mezzo paese era sotto scacco

Minacce continue per ottenere soldi, favori, beni. Numerose le vittime di Simone Gaetani, 43enne di Taviano. I carabinieri l'hanno arrestato oggi

Il momento dell'arresto.

TAVIANO – Si era messo in testa di tenere sotto scacco un’intera cittadina. Simone Gaetani, 43enne di Taviano, è finito in carcere dopo una lunga indagine condotta dai carabinieri dell’aliquota radiomobile del Norm di Casarano. Risponde di estorsione continuata.

La lista delle vittime è davvero lunga. Vi sono esponenti dell’amministrazione locale, professionisti, commercianti, assistenti sociali. Chiunque potesse essere spremuto con l’arma della sopraffazione per ricavare qualche forma di profitto, rischiava di finire nella rete di Gaetani, noto pregiudicato del posto e che proprio nel settembre scorso aveva visto divenire definitiva una pena  suo carico per furto in abitazione.

Ma quella recente condanna è nulla, rispetto a quanto gli contesta oggi il pubblico ministero Emilio Arnesano, che ha coordinato le indagini, richiedendo e ottenendo l’arresto dal giudice per le indagini preliminari, Michele Toriello. Era già ai domiciliari, quando sono andati da lui i carabinieri diretti dal capitano Clemente Errico. Ora si trova in carcere.

Minacce ad assessore e impiegati pubblici

Fra le varie contestazioni mosse, quelle riguardanti minacce e intimidazioni con cui avrebbe vessato alcuni componenti dell’amministrazione comunale e qualche impiegato. 

Per esempio, avrebbe contattato di continuo un assessore per telefono, se non eseguito veri e propri appostamenti sotto casa (atteggiamento da vero stalker), richiedendo soldi con sfacciataggine e “avvertimenti” davanti ai rifiuti. Un altro amministratore sarebbe stato offeso pesantemente davanti al Municipio, per essersi opposto in modo palese al fatto che a Gaetani fosse assegnato l’incarico di custode del parco “Richelli”. E ancora, in un altro caso un assessore sarebbe stato minacciato direttamente negli uffici, pretendendo tre giornate lavorative o 150 euro.

Due assistenti sociali e un’impiegata sarebbero poi stati apostrofati, a volte davanti ad altri, pretendendo in qualche caso sussidi economici e per tutte “ricordando” di sapere dove abitassero.

Video: l'arresto dell'uomo questa mattina

Acquisti ovunque senza pagare

GAETANI-2Non meno arrogante sarebbe stato l’atteggiamento di Gaetani nei confronti di professionisti e commercianti. Fra le vittime, un commercialista spesso pressato per ottenere somme fra  20 e 50 euro o un panificio dal quale prelevava pagnotte e pizze senza pagare. Permettendosi il lusso, ai danni di un ristoratore, di presentarsi ogni quindici giorni con moglie e figli, consumando lauti pranzi gratis.

Idem in altre circostanze. Come in un negozio di abbigliamento intimo, nel quale avrebbe fatto “spese” (senza ovviamente versare un centesimo), spiegando davanti ad altri che “chi si comporta bene con me non avrà mai problemi”, o in una bottega di barbiere, dove rasature e tagli di capelli erano tutti a sbafo, o, ancora, in un bar, dove consumava, a volte con la moglie e con gli amici, senza che alla cassa passasse nessuno.

Un'atmosfera tesa attorno a lui

Gaetani, stando a diverse testimonianze raccolte dai carabinieri, aveva creato attorno a sé, dentro Taviano, un’atmosfera tesa, dovuta alle costanti intimidazioni e contando sulla sua fama di soggetto pericoloso, potenzialmente capace di qualsiasi cosa. Già fra gli indagati nella recente operazione “Alì Babà” che i carabinieri hanno chiuso sempre nella “Città dei fiori”, con otto arresti e nove denunce a piede libero per una serie di furti, ora per lui è quindi scattata questa nuova, grave imputazione.   

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