Tenta evasione dal carcere di Forlì: si lancia da 6 metri di altezza

Un detenuto salentino ha provato a scappare della città romagnola, ma è stato scoperto

Il carcere di Forlì (ForliToday)

FORLI’ – Nulla a che vedere con quella di Fabio Perrone, detto "Triglietta", noto ormai alle cronache nazionali per la sua fuga, spettacolare quanto tragica, il 5 novembre dello scorso anno. Un altro salentino ha provato ad evadere dal carcere di Forlì, nel quale è detenuto, ma è stato scoperto. E’ accaduto nel pomeriggio di lunedì, nella città romagnola, in un lampo. Il giovane si è lanciato da un’altezza di circa sei metri, senza fare i conti con un vigilante che, al piano terra, ha assistito all’intera scena.

Il piano è durato appena qualche minuto mentre lui, Alex Spedicato, di 24 anni, di Carmiano, dovrà ancora espiare la pena per altri anni. Sei prima dell’episodio di giorni addietro. Sarebbe uscito nel 2022 ma la sua posizione, ora, potrebbe peggiorare. Mentre si trovava sulle mura dell’istituto di pena, che nella città romagnola è situato su una rocca, prendendone il nome, ha deciso di lanciarsi nel vuoto.

L’accaduto non è passato inosservato e ne è nato subito un inseguimento, che si è protratto per diversi minuti e si è esaurito nnon molto distante. Il 24enne, infatti, è stato rintracciato da un agente della polizia penitenziaria lo ha stanato in una villa abbandonata, dove il fuggiasco ha trovato rifugio nel tentativo  di sfuggire alla cattura. Al termine del trambusto, il 24enne salentino è stato riaccompagnato nell'istituto di pena, a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Alex Spedicato-3Giovane, atletico, imprevedibile e violento. La figura di Alex Spedicato, 24enne originario di Carmiano, è nota alle cronache e negli ambienti giudiziari. A febbraio del 2013 Spedicato è stato arrestato con l’accusa di essere l’autore di un’efferata rapina compiuta ai danni di un’anziana di Frigole, marina di Lecce. Nel luglio successivo è stato condannato, per quell’episodio, a 13 anni di carcere.

Il nome del 24enne balza nuovamente alle cronache a dicembre scorso, quando finisce nuovamente in carcere per la rapina messa a segno con un complice il 4 dicembre ai danni della gioielleria Govoni a Minerbio, in provincia di Bologna. Una rapina dalle modalità cruente, ripresa in gran parte dalle telecamere di videosorveglianza di cui è dotata la gioielleria. I due rapinatori si presentarono in negozio alle 10 del mattino, fingendosi due clienti in cerca di regali di Natale. Dopo aver conquistato la fiducia dei proprietari (marito e moglie) e atteso che sul bancone fossero depositati alcuni preziosi gioielli, entrarono in azione: Spedicato colpì con una mossa di Aikido il titolare mandandolo al tappeto, puntandogli la pistola alla gola. Per compiere la rapina Spedicato era evaso dai domiciliari, che stava scontando proprio a Forlì. 

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