homemenulensuserclosebubble2shareemailgoogleplusstarcalendarlocation-pinwhatsappenlargeiconvideolandscaperainywarningdotstrashcar-crashchevron_lefteurocutleryphoto_librarydirectionsshoplinkmailphoneglobetimetopfeedfacebookfacebook-circletwittertwitter-circlewhatsapptelegramcamerasearchmixflagcakethumbs-upthumbs-downbriefcaselock-openlog-outeditfiletrophysent_newscensure_commentgeneric_commentrestaurant_companiessunnymoonsuncloudmooncloudrainheavysnowthunderheavysnowheavyfogfog-nightrainlightwhitecloudblackcloudcloudyweather-timewindbarometerrainfallhumiditythermometersunrise-sunsetsleetsnowcelsius

Falso incarico per intrecciare una relazione? Due le assoluzioni

Si è conclusa con un'assoluzione piena, perché il fatto non sussiste, la vicenda giudiziaria che vedeva come protagonisti Michele Zaccaria e Giovanni Rascazzo

LECCE – Si è conclusa con un’assoluzione piena, perché il fatto non sussiste, la vicenda giudiziaria che vedeva come protagonisti Michele Zaccaria, 57enne, responsabile del settore Urbanistica e Lavori pubblici del Comune di Squinzano, e Giovanni Rascazzo, pensionato 75enne con un passato politico nella Democrazia cristiana. I due, originari di San Pietro Vernotico, comune in provincia di Brindisi, erano accusati di tentata concussione e falso. La sentenza è stata emssa dal gup antonia Martalò.

Al centro della vicenda le presunte pressioni su una donna, un architetto della provincia di Brindisi, per intrecciare una relazione, ricevendo in cambio l’attribuzione, da parte del Comune di Squinzano, l’incarico per la riqualificazione e l’arredo urbano del lungomare nord di Casalabate. Un piano che sarebbe svanito per il rifiuto della donna e vista l’inesistenza della determina dirigenziale.

Un’insolita e complessa vicenda in cui, la Procura di Lecce (dell’inchiesta è titolare il sostituto procuratore Paola Guglielmi) aveva chiesto la condanna dei due imputati che avevano scelto il giudizio abbreviato. Il Comune di Squinzano si era costituito dopo essere stato citato come responsabile civile, mentre la presunta vittima si era costituita parte civile con l’avvocato Massimo Zecca.

Zaccaria, secondo l'ipotesi accusatoria avrebbe promesso due incarichi alla professionista brindisina, comunicandole poi via mail “l’avvio del procedimento di revoca in autotutela della determina”, invitandola a rivolgersi direttamente a Rascazzo, che “più volte aveva manifestato anche a terzi la volontà di riprendere la relazione con la donna”, poiché era l’unico a poter risolvere la questione. Accuse che alla luce della sentenza odierna si sono rivelate infondate.

Dalla denuncia presentata dalla donna era nato un altro fascicolo con le ipotesi di reato di stalking e millantato credito nei confronti di Rascazzo, poi assolto con formula piena anche in quel caso, perché il fatto non sussiste.

Potrebbe interessarti

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (1)

  • Da quel che si legge nell'articolo, il titolo dovrebbe essere: falsa relazione per avere un incarico... o no ?!! ;-)

Notizie di oggi

  • Cronaca

    Sottraeva denaro dalla farmacia in cui era impiegato, condannato a due anni

  • Nardò

    Mellone nomina la giunta: quattro gli assessori esterni, tre le donne

  • Politica

    Sinistra di lotta o di governo? L'eterno dilemma e le scelte del Pd

  • Politica

    La destra presenta il suo comitato per il no alla riforma costituzionale

I più letti della settimana

  • Testacoda e schianto in galleria contro la colonnina degli estintori

  • I turisti della Le Lyrial salutano Otranto dalla nave. Il sindaco va su tutte le furie

  • Dopo il maxi arsenale trovato nella masseria scattano le manette

  • Oltre duemila ricci pescati nella riserva marina: denunciati in tre

  • Operazione "Vortice-Déjà Vu", inflitti quattro secoli di carcere in abbreviato

  • Riti satanici e abusi sui minori di una comunità, inflitte due condanne

Torna su
LeccePrima è in caricamento