Fame di caccia alle quaglie ma con richiami artificiali

Gli agenti del comando stazione forestale di Tricase hanno rinvenuto ieri nelle campagne di Supersano un richiamo artificiale acustico per la quaglia alimentato elettricamente con batterie di auto

E già, ieri era il 14 settembre, per molti una domenica con l'estate già alle spalle, ma per altri un giorno di caccia, come stabilito dal calendario della stagione venatoria 2008/2009, deliberato dalla Regione Puglia, che autorizza i cacciatori a sparare dal 21 settembre a 31 gennaio del prossimo anno. Ma ieri si poteva fare fuoco ugualmente grazie alla delibera regionale che permette di anticapre l'apertura ufficiale della stagione venatoria anche nei giorni 14 e 17 settembre, consentendo ai cacciatori residenti in Puglia di sparare esclusivamente a tortore, quaglie e gazze dalle 7 del mattino fino al tramonto (http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=10201).

Ora se da una parte ci sono cacciatori che giurano di rispettare le regole, dall'altra gli episodi di cronaca dicono esattamente il contrario. Ennesimo ritrovamento ieri da parte degli agenti del Comando stazione forestale di Tricase, durante un servizio predisposto al contrasto dell'uso illegale, antisportivo e contro ogni etica dei richiami elettromagnetici che modulano il canto degli uccelli, in questo caso di quaglie, da parte di cacciatori. Durante un controllo notturno dell'attività venatoria, infatti, gli agenti hanno rinvenuto in località "Masseria Belli" agro del Comune di Supersano, un richiamo artificiale acustico di avifauna (per la quaglia) a funzionamento elettromagnetico, con tanto di amplificazione del suono, alimentato elettricamente con batterie di auto e munito di timer di accensione e spegnimento programmato (nella foto).

Lo scorso 29 aprile la Forestale di Lecce in forza a Otranto, nell'ambito di un servizio mirato per contrastare il fenomeno del bracconaggio, aveva rinvenuto tre richiami acustici elettromagnetici, anche in questa circostanza per la riproduzione del verso della quaglia. Il primo nelle campagne di Melendugno; il secondo marchingegno, invece, all'interno di una vecchia borsa-frigo, che era stata lasciata sopra una costruzione rurale in agro di Carpignano Salentino, mentre e il terzo "richiamo" all'interno di un secchio ben nascosto tra un albero di ulivo e un muretto a secco, nelle campagne di Maglie. Particolare non irrilevante è che ciascun richiamo acustico era stato munito di timer, programmato per attivarsi alle 21.30 e spegnersi alle 5 del mattino.

E solo qualche giorno addietro, 7 settembre, due cacciatori hanno sparato a esemplari di tortora dal collare, specie nei cui confronti la caccia non è consentita. Si tratta infatti di uccelli protetti, che due cacciatori di San Donato di Lecce hanno abbattuto in località Madonna della Ciciola, nei dintorni del loro comune di residenza. I due sono però stati sorpresi con la cacciagione da alcuni agenti della sezione di Lecce del corpo forestale dello Stato. Nei loro confronti è scattata la denuncia all'autorità giudiziaria. Insieme alla selvaggina, la forestale ha sequestrato i loro fucili: un semiautomatico di marca Benelli e l'altro di marca Beretta.

Fatto analogo è avvenuto ad Alezio, dove in azione è entrato il personale del comando Stazione di Gallipoli. Nei pressi del distributore di carburanti Basile gli agenti delle forestale hanno scovato e denunciato un cacciatore gallipolino, per aver abbattuto anch'esso selvaggina protetta (anche in questo caso una tortora dal collare). Sequestrata l'arma, un semiautomatico calibro 12 di marca Benelli.

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