Farneticazioni e minacce al sindaco per l'autovelox. Stomeo sporge denuncia

Una lettera anonima è stata recapitata a fine maggio al municipio di Melpignano, nel cui territorio, dal 12 gennaio sono in funzione due dispositivi per sanzionare il superamento del limite di 90 chilometri all'ora

MELPIGNANO – Una denuncia contro ignoti come prima reazione al contenuto di una lettera ricevuta, con tanto di numero di protocollo, presso il municipio, ma anche per dire, con forza, che a tutto ci deve essere un limite, anche alla libertà di offendere che qualche idiota pensa sia connessa alla giungla di internet.

Ivan Stomeo, sindaco di Melpignano, è finito nel mirino di una persona che gli rimprovera l’installazione dei due autovelox che monitorano dal 12 gennaio il passaggio delle auto, in entrambe le direzioni, sulla Statale che collega Lecce a Maglie. La decisione di installare i dispositivi, entrati in funzione a gennaio, ha scatenato sin dalle notifiche delle prime sanzioni una valanga di critiche, ma la missiva giunta alla fine di maggio rappresenta il superamento di un altro limite, non di velocità ma della decenza. 

Non è certo il primo caso del genere, dal momento che diversi amministratori salentini hanno subito la stessa sorte: per restare ai casi più recenti, una settimana addietro una lettera non certo di congratulazioni per la rielezione a sindaco era stata recapitata a Sternatia, al riconfermato primo cittadino, Massimo Manera. Ad aprile, a Parabita, minacce erano state rivolte ai commissari prefettizi e manifesti di morte affissi con chiaro riferimento a uno dei candidati, che poi avrebbe rinunciato alla competizione. 

A parte gli insulti, del tipo “uomo di merda” e “ladro” e gli auspici più nefasti, dall’arresto alla morte, colpisce in particolare questa frase: “I soldi delle multe degli autovelox dovresti spenderli tutti a medicine per curare i tumori a te e alla tua famiglia”. Parole che non si possono commentare, al di là di ogni valutazione sulla questione di merito.

Stomeo, non certo nuovo all’attività amministrativa, conosce i rischi connessi al suo ruolo: “Per senso di responsabilità – ha scritto in un post con il quale ha reso pubblica la vicenda – un sindaco deve fare delle scelte che possono risultare impopolari, mal tollerate ed è facile essere oggetto di critiche, anche feroci. Fa parte del ‘mestiere’, lo comprendo, lo accetto, lo ritengo utile”.

Quello che è inaccettabile, spiega subito dopo, è il livello degli insulti: “Però, le offese sono ben altra questione. E se queste poi prendono la forma di chiara minaccia, anche se farneticante, allora ritengo utile tutelare la mia sicurezza e quella dei miei cari. E per tale ragione che procederò a sporgere denuncia preventiva e doverosa verso ignoti a seguito di questa missiva ricevuta presso la casa comunale. Un’accusa e una minaccia vile proveniente da persona che non ha il coraggio di mostrarsi, ma che rifugge in un anonimato che appartiene alle peggiori canaglie. A differenza di quanto tale individuo fa con me, io gli auguro di potersi pentire di simili parole - di una violenza inaudita - e di recuperare il senso del proprio essere persona e cittadino, responsabile verso se stesso e i propri consimili. Anche questo richiede il ruolo di sindaco, ruolo che ogni giorno svolgo con coraggio e responsabilità, grazie anche al fondamentale sostegno quotidiano della mia comunità”.

Dal presidente della Provincia, Stefano Minerva, giunge piena solidarietà: “Ivan sa che può contare sulla stima e sull’affetto miei e di tutta la provincia di Lecce. È sempre stato così e sempre lo sarà. Non posso accettare questo clima di odio e intimidazione nei confronti di chi, con onore e sacrificio, indossa la fascia tricolore”.

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