Centinaia di candele per Marco: il cuore della movida si ferma per l'ultimo saluto

Alle 19 fiaccolata per il 28enne deceduto nel giorno di Pasquetta in un incidente. Lavorava all'Urban Cafè ed era conosciuto e amato in città

Il corteo con in testa Antonio, il fratello minore.

LECCE - Un corteo tanto lungo da "abbracciare" tre quarti di piazzetta Santa Chiara ha ricordato Marco Scarnera, il 28enne deceduto nel giorno di Pasquetta in un incidente stradale: mentre era a bordo della sua moto si è scontrato frontalmente con un'autovettura e non c'è stato nulla da fare. 

In quel fazzoletto di centro storico lui era di casa, anzi, era un'istituzione: di professione faceva il barman all'Urban Cafè, il locale sulla cui saracinesca gli amici hanno apposto oggi un striscione che ne celebrava il tratto distintivo, il sorriso contagioso e generoso che è adesso l'eredità più preziosa per chi lo ha conosciuto. 

In centinaia si sono ritrovati all'orario convenuto - le 19 - con un semplice passaparola. Sono state distribuite delle candele e subito dopo il serpentone di luci e lacrime ha mosso in direzione di piazza Sant'Oronzo: una pausa sull'ovale, un coro, poi di nuovo silenziosamente in cammino per tornare al punto di partenza dove la commemorazione è terminata con un lungo e fragoroso applauso. 

In testa al corteo il fratello minore, Antonio, poco più che maggiorenne: un ragazzo con una forza d'animo incredibile, che nonostante il momento di estrema sollecitazione emotiva, ha avuto una parola di conforto e di ringraziamento per tutti, anche per chi ha l'ingrato compito di documentare un pomeriggio così triste. 

Tra qualche giorno, forse, tutto tornerà apparentemente come prima, ma per chi ha conosciuto Marco nemmeno piazzetta Santa Chiara sarà esattamente la stessa. E' scritto su un manifesto affisso all'ingresso del locale accanto. E' come se anche il cuore della movida leccese, insieme a quello di Marco, si sia fermato: osservando i volti straziati dei tanti giovani presenti si fa fatica a pensare che questa sia solo una metafora. I funerali domani, mercoledì, alle 10 presso la chiesa di Santa Maria della Porta, a San Pio.

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Commenti (5)

  • Chi va in moto o scooter spesso si fa prendere, questo è vero. Vero è però che molto spesso chi è alla guidi delle quattro ruote non si cura minimamente di bici, moto e pedoni. Non ho letto circa la dinamica in questo caso ma drammi simili dovrebbero scuotere il senso della disciplina in chiunque ogni giorno compie manovre da galera.

  • Purtroppo noto che in moto tutti guidano come dei pazzi. Quindi prima o poi qualcosa succede.

  • Io anche che non o'avuto occasione di conoscerlo dico solo una cosa a tutti quei giovani di prendere come esempio il dramma che tutti compreso io che si e'avuto e pensare che quando si va in moto e molto pericoloso e bisogna avere molta molta prudenza

  • cari Giovani,quando siete alla guida di qualsiasi mezzo,ricordatevi del vostro Amico e rallentate. Lui vi proteggerà.

  • Giovani siate prudenti bravi grande corteo per il vostro caro amico Dio lo benedica un grande angelo che se ne va

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