Tornano le fiamme, un'area di quattro ettari distrutta. Impiegati due Fire boss

Il primo focolaio, intorno alle 5, a ridosso del canale dei Samari e del parco naturale. Nelle operazioni di spegnimento impegnate cinque squadre dei vigili del fuoco e due Fire boss

GALLIPOLI - Non si ferma l’onda distruttiva dei roghi nel Salento. Questa mattina, intorno alle 5, un incendio di vaste proporzioni ha interessato la zona a sud della Baia Verde, in località Li Foggi, lungo il litorale di Gallipoli, a ridosso della zona umida di interesse comunitario e del parco naturale di Punta Pizzo. Un’area di pregio ambientale che solo due mesi fa, nella zona più a sud della pineta e lambendo anche i due grandi alberghi della zona, era stata colpita e danneggiata dalle lingue di fuoco generate da un atto volontario e doloso.

Anche in questo caso la furia distruttiva delle fiamme, alimentate dal vento, ha intaccato una vasta area di circa quattro ettari, tra macchia mediterranea, canneto e sterpaglie, e proprio le folate spiranti da sud est non hanno certo facilitato le operazioni di spegnimento proseguite per diverse ore sino alla tarda mattinata. Il primo focolaio è stato individuato proprio alle prime luci dell’alba nell’area del canneto prospiciente il canale dei Samari e la bretella di collegamento con la statale 274, nell’area umida attraversata dal canale. Ben presto però le fiamme, forse generate anche da un secondo focolaio (e questo lascia ancora una volta propendere verso l’ipotesi di un atto doloso e premeditato quale causa dell’incendio) si sono propagate nella zona dell’area de Li Foggi e a ridosso dell’area della riserva naturalistica e di caccia alimentandosi verso sud e bruciando diversi ettari di vegetazione.            

Il video

Sul posto per oltre sei ore sono state impegnate cinque squadre e i mezzi dei vigili del fuoco, due rivenienti dal comando provinciale di Lecce, e le altre del distaccamento di Gallipoli e le squadre della protezione civile di Gallipoli, Matino e Taviano e il personale Arif. A metà mattinata, vista l’impraticabilità e l’impossibilità di accesso nell’area più interna della zona interessata dalle fiamme, è stato chiesto l’intervento aereo e dalla base foggiana di Amendola sono giunti due mezzi antincendio Fire boss che, con il coordinamento dei capisquadra dei caschi rossi, hanno effettuato almeno una ventina di lanci di liquido ritardante dal cielo direttamente sulla zona interessata dal vasto incendio, rifornendosi poi di acqua direttamente nello specchio di mare prospiciente il litorale. Dopo aver rivinto le fiamme, i mezzi aerei sono tornati alla base per rifornirsi di carburante, e nella tarda mattinata sono ritornati per completare con i vigili del fuoco le operazioni di spegnimento e di bonifica della zona.

In preallarme per tutta la mattinata anche il personale e gli ospiti dei due alberghi della zona, Costa Brada e Le Sirenè, ma per fortuna non è stato necessario ricorrere all’evacuazione delle strutture. La zona è stata raggiunta e presidiata anche dai carabinieri forestali, dalle volanti del commissariato e dalla polizia locale per la chiusura della litoranea durante le operazioni aeree di spegnimento. Allertati anche i responsabili di Legambiente e dell’ente del parco naturale. Questo ennesimo episodio, oltre alla necessità di far piena luce sulla natura dolosa di questi incendi, ripropone la necessità dell’adozione di un Piano adeguato di gestione del parco naturale e soprattutto la creazione anche di sentieri taglia fuoco nella zona de Li Foggi difficilmente raggiungibile anche per i mezzi antincendio. 

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