Finanzieri salvano 4mila ricci... dalle tavole: sorpresi pescatori di frodo

Fondamentale la videocamere installata a Torre Squillace: ha immortalato le barche, permettendo ai militari di localizzare subito la zona

Un fotogramma della videocamera.

PORTO CESAREO – Con un po’ di destrezza e di fortuna si può sfuggire alle forze dell’ordine, se si avvista per tempo la motovedetta in arrivo, ma se di mezzo ci si mette anche l’occhio freddo e impietoso di una videocamera, che permette di localizzare subito i pescatori di frode e di tendere la rete in pochi minuti e a colpo sicuro, le cose cambiano, eccome.

Vita dura per chi tenta di far soldi aggirando le leggi. Cinque sono state le denunce spiccate questa mattina e ben 4mila ricci salvati… dalle tavole. Sarebbero sicuramente stati venduti per le festività, sottraendoli dal loro habitat naturale. A fermare i pescatori di frodo, sono stati i militari Sezione operativa navale della guardia di finanza di Gallipoli nell’Area marina protetta di Porto Cesareo.

I cinque pescatori si erano ritrovati all’alba, per la precisione nella zona di Torre Squillace, in territorio di Nardò. Erano a bordo di due barche a motore. Alcuni si erano già calati in acqua all’arrivo dei finanzieri.

IMG-20160326-WA0021-2La pesca del riccio di mare è una pratica del tutto vietata nella riserva marina. E verso le 8 del mattino, quando la videocamera installata proprio sulla Torre ha immortalato i sommozzatori che issavano il pescato su uno dei natanti, si sono fiondati i finanzieri. Cogliendo tutti in flagranza.

Ben 4mila, come detto, i ricci liberati in mare: erano ancora in vita. Le due barche a motore sono finite sotto sequestro insieme con tre attrezzature subacquee complete e persino un’autovettura. Già, perché usata per raggiungere il luogo non era assicurata.

Il sistema di videosorveglianza dell’Amp di Porto Cesareo, dunque, ha fatto il suo dovere in modo egregio, permettendo ai finanzieri di individuare immediatamente i pescatori di frodo. Per la soddisfazione degli stessi militari e dei responsabili della riserva, che hanno giudicato “encomiabile il lavoro della guardia di finanza e del consorzio di gestione della Area marina protetta per la tutela del mare”.

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