Sostanze stupefacenti a fiumi in città, nessuna risposta dagli indagati

Si sono chiusi oggi gli interrogatori di garanzia col gip Simona Panzera nei riguardi dei 16 arrestati accusati a vario titolo di associazione mafiosa, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti

Il blitz della mobile.

LECCE  - Nessuna novità è emersa dagli interrogatori di garanzia che si sono conclusi oggi nei riguardi delle 16 persone arrestate due giorni fa nell’ambito dell’operazione della squadra mobile “Vele”. Il faccia a faccia col gip ( giudice per le indagini preliminari) Simona Panzera (che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia) è durato pochi minuti, il tempo necessario per formalizzare la decisione degli indagati di avvalersi della facoltà di non rispondere. Stiamo parlando di: Giampiero Alula, 40enne nativo di San Pietro Vernotico; Antonio Balloi, 71enne originario di Nuoro; Cesario Filippo, 40enne nativo di San Pietro Vernotico; Luca Pacentrilli, 29enne di Lecce; Antonio Restia, 53enne di Lecce; Oronzo Russo, 31enne di Lecce; Andrea Bisconti, 37enne di Lecce; Danilo De Tommasi, 29enne di Lecce; Rodolfo Franco, 61enne di San Cesario di Lecce;  Saulle Politi, 45enne di Monteroni di Lecce. Massimiliano Elia, 42enne di Lecce, è stato ascoltato per rogatoria dal gip di Brindisi, dove è detenuto. La stessa via del silenzio è stata scelta ieri da altri quattro indagati Cristian Cito, 29enne di Lecce, Gianfranco Elia, 46, di Lecce, Diego Podo, 33, di Lecce e Gabriele Tarantino, 39 anni, originario di Campi Salentina.

I reati mossi a vario titolo nell’inchiesta che conta complessivamente 49 indagati sono:  associazione mafiosa, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Questi i reati accertati nel corso delle indagini che, anche grazie al contributo delle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia,  Gioele Greco e Angelo Corrado, hanno fatto luce sui nuovi assetti della criminalità organizzata locale, principalmente leccese: dopo l’arresto, il 18 novembre 2014, dei boss storici Pasquale, meglio noto come Maurizio, Briganti e Cristian Pepe, a occuparsi degli “affari” di droga sarebbero stati  Cito, Corrado e i fratelli Massimiliano e Gianfranco Elia. I gruppi avrebbero agito con una certa autonomia e senza calpestarsi i piedi, rifornendosi l’un l’altro al bisogno, di sostanze stupefacenti, avendo rapporti anche col clan di Monteroni. Sono centinaia gli episodi di spaccio riscontrati dagli agenti della mobile, tra il 2015 e il 2016, soprattutto nel quartiere de “Le Vele” (dal quale prende il nome l’operazione), nella zona 167 di Lecce.

Gli indagati sono difesi dagli avvocati Giuseppe De Luca, Ladislao Massari, Antonio Savoia, Cosimo D’Agostino, Umberto Leo, Pantaleo Cannoletta, Salvatore Rollo, Rita Ciccarese,  Mariangela CalòBenedetto Scippa, Ivan FeolaRaffaele Benfatto, Maria Cristina Brindisino, Pasquale Annicchiarico, Dario Budano ed Erlene Galasso.

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Commenti (1)

  • Tutti boss...... più che altro tutto ladruncoli e spacciatori con lunghe fedine penali. ... ... ... ... Entrano ed escono come il cucù del pendolo. .. ... ... ... almeno, se pagano gli avvocati, fanno girare l’economia.

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