Alto rischio di esplosione: perdita di Gpl, quasi 24 ore per la bonifica

A Frigole al lavoro da ieri sera alle 20 fino alle 18,45 di oggi i vigili del fuoco di Lecce e del nucleo Nbrc di Bari. Erano state evacuate due famiglie. L'operazione è stata resa molto complessa dalle pessime condizioni del serbatoio

FRIGOLE – In gergo li chiamano “maialini”, per la loro forma, ma a dispetto della simpatia che può evocare il nome, se maltrattati dal tempo e senza manutenzione, proprio come sembrerebbe in questo caso, rischiano di trasformare un’area qualunque in un campo minato. Sono i serbatoi di Gpl a servizio di utenze di vario tipo, anche domestiche, come in questo caso.

E c’è di più. Le operazioni di bonifica, nei casi estremi, come in quello di Frigole di queste ore, sono talmente pericolose che è necessario l’intervento di nuclei specializzati. Tanto che sul posto sono stati chiamati a intervenire i vigili del fuoco Nbcr da Bari. I quali hanno dovuto lavorare su un involucro metallico che, seminterrato, a contatto con gli agenti atmosferici, negli anni si era notevolmente corroso.

Il serbatoio era collocato in un terreno di via della Menta e collegato a una famiglia di anziani residenti tutto l’anno nella marina di Frigole. Ieri era stato riempito con circa 500 litri di Gpl (su una capacità totale di mille). Ma quasi subito si sono avvertiti rumori strani. E l’erogazione è stata bloccata, staccando la corrente. C’era una perdita in atto. E se solo vi fosse stato un innesco, molto alto sarebbe stato il rischio di un’esplosione.

La strada interessata è stata chiusa al traffico dalla polizia locale poco da prima delle 20 di ieri sera. E ci sono volute quasi 24 ore di lavoro dei vigili del fuoco (il già citato nucleo specializzato, proveniente da Bari, oltre a squadre da Lecce, con cambi di turni) per terminare il travaso. Un’operazione complessa e rischiosa, considerando il tipo di sostanza e le pessime condizioni di quel serbatoio. Tanto che il lavoro è terminato solo oggi, attorno alle 18,45.

Nel frattempo, per ovvie ragioni di sicurezza, sono state evacuate le famiglie più vicine al “bombolone”. Sia quella alla quale era collegato il serbatoio, sia quella vicina. Ora la zona è tornata sicura, ma intanto gli accertamenti continuano. Simili contenitori per Gpl sono soggetti, infatti, a particolari regolamenti. Collaudi, bonifiche, cambio di valvole, a varie e precise scadenze. E vi sono quindi vari livelli di responsabilità da accertare. In primis quelli della ditta proprietaria. Si corre il rischio di sanzioni amministrative, e non solo. Spetterà adesso proprio ai vigili del fuoco l’approfondimento su tanti aspetti della vicenda.

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