Frode fiscale, tace l’imprenditore, ma parla il consulente: “Io, all’oscuro di tutto”

Si sono svolti in mattinata gli interrogatori di garanzia nei riguardi di Cosimo Ratta e Arturo Antonazzo, di Presicce, arrestati quattro giorni fa per una frode fiscale vicina ai 14 milioni

PRESICCE - Ha taciuto durante l’interrogatorio di garanzia l’imprenditore salentino  Cosimo Ratta, di 43 anni, impegnato nella produzione e nel commercio di imballaggi in plastica a Presicce, finito in carcere quattro giorni fa per frode fiscale. Si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al giudice Simona Panzera che lo ha arrestato, mentre il presunto complice un consulente fiscale di Presicce, Arturo Antonazzo, di 71 anni, non si è sottratto all’interrogatorio che si è svolto in mattinata. In due ore, il professionista ha risposto a tutte le domande, chiarendo di essersi occupato solo della contabilità e di essere all’oscuro di quanto contenuto in quasi cento pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che gli è stata notificata.

Secondo le indagini condotte dalla Guardia di finanza e coordinate dal pubblico ministero Massimiliano Carducci, sarebbero state aperte diverse società che, dopo aver accumulato debiti col fisco, sarebbero state cedute a cittadini bulgari, dipendenti di Ratta, e trasferite fittiziamente all’estero. L’evasione accertata dai militari raggiunge una cifra vicina ai 14milioni di euro.

La posizione di Ratta e Antonazzo ora passerà al vaglio del Tribunale del Riesame, al quale si è rivolto l’avvocato difensore Andrea Sambati.

In carcere, oltre ad Antonazzo e Ratta, è finito anche un imprenditore bresciano, Diego Fabrizio Gregorini, di 55 anni, mentre risultano indagate a piede libero altre cinque persone: Monia Marzo, 43 anni, originaria della Svizzera, Davide Tamborrini, 35, di Gagliano del Capo, Luigi Toma, 77, di Casarano, Giuseppe Lia, 56, di Gallipoli, Anna Maria Piera Basile, di Acquarica del Capo. 
 

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