Razzia nel bar con l’auto rubata, banda dell’Alfa abbandona veicolo e parte della refurtiva

Tre individui, con i volti coperti, hanno messo a segno un furto ai danni di una caffetteria di Arnesano già presa di mira in passato. Dopo aver arraffato due slot machine e una macchina cambia soldi, sono scappati a bordo di un mezzo rubata a Carmiano, poi rinvenuto a Lecce. Sul posto, i carabinieri del Norm e la polizia

Foto di archivio (@TM News/Infophoto)

ARNESANO – Tornano nel bar già colpito, a bordo di un’auto rubata che abbandonano poco dopo. E’ accaduto nella notte, ad Arnesano, dove tre individui, tutti con i volti coperti e immortalati dai sistemi di videosorveglianza, hanno messo a segno un furto ai danni della caffetteria “Etoile”, raggiungendola con un’Alfa 147, con targa spagnola, risultata rubata poco prima da una via di Carmiano.

Raggiunto il locale,  già preso di mira alcuni mesi addietro, si sono introdotti per arraffare il denaro custodito negli apparecchi elettronici: due slot macchine e una macchina cambia soldi. Caricati i dispositivi sul veicolo, all’interno dei quali vi era un importo ancora in fase di quantificazione, sono fuggiti verso il capoluogo salentino dove, poco dopo, hanno abbandonato il mezzo. Quest’ultimo è stato rinvenuto dagli agenti di polizia della sezione volanti, in via Vecchia Carmiano.

 Nell’abitacolo, ancora intatta, la macchinetta cambia soldi, poi restituita direttamente al proprietario della caffetteria derubata. Aspetto che ha alimentato i dubbi dei carabinieri, emersi durante il sopralluogo all’interno dell’attività commerciale. I militari del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Lecce, guidati dal tenente Rolando Russo, sono infatti propensi a pensare che nell’azione siano stati utilizzati almeno due veicoli: all’appello, dunque, ne mancherebbe ancora uno.

Nelle prossime ore, intanto, ulteriori registrazioni saranno visionate dagli inquirenti, nel tentativo di raccogliere altri elementi sui componenti della banda che ha agito questa notte. Non si esclude, infatti, che i responsabili possano essere gli stessi di altri colpi perpetrati ai danni degli esercizi del nord Salento nel corso delle ultime settimane.

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