Ladri scatenati: rubati farmaci in ospedale e scarpe nella Iris, danni per mezzo milione

Il furto consumato in un orario imprecisato nel "Santa Caterina Novella". I malviventi sono entrati molto probabilmente da una finestra. E' il secondo caso analogo in un mese, dopo l'episodio in un deposito di Zollino. A Casarano, invece, banda trafuga circa 2mila paia di scarpe dalla nota azienda veneta

LECCE – La criminalità ha alzato il tiro nelle ultime ore. Con colpi che, sommati, hanno provocato danni da capogiro tanto al servizio pubblico, quanto a una grossa azienda privata. Due distinte bande si sono concentrate, infatti, sia su di un ospedale, quello di Galatina, rubando intere scatole piene di farmaci, sia sulla Iris Sud Srl di Casarano. Dove le scatole, inutile dirlo, erano in questo caso piene di paia scarpe. Tutto consumato nel giro di 24 ore. Senza un solo testimone, qualcuno che abbia visto niente, notato movimenti sospetti. 

L'ultimo caso in ordine di tempo riguarda il "Santa Caterina Novella". Nelle prossime ore la direzione sanitaria dell’Asl di Lecce sporgerà una denuncia contro ignoti, dopo un inventario accurato dei medicinali che hanno letteralmente preso il volo dal nosocomio. Il danno è notevole, ancora da quantificare con precisione, ma già si può ipotizzare di svariate migliaia di euro. 

Di certo, intere scatole in cui erano stipate preziose medicine sono state trafugate in un orario imprecisato della notte da ignoti che si sono  introdotti con una certa facilità nella farmacia del plesso ospedaliero. I malviventi, a quanto sembra, potrebbe essere passati attraverso una finestra. 

Non vi sono evidenti segni di forzatura nelle porte, anche perché ancora nei nosocomi salentini i sistemi di sicurezza non sono del tutto completi ed efficienti. E di certo nell’ospedale di via Roma l’assenza delle videocamere ha reso la vita molto più facile del previsto ai ladri. Tanto che solo questa mattina il personale dipendente s’è accorto di quanto avvenuto.

Diversi scaffali erano stati svuotati, segni del passaggio erano ovunque nel disordine, anche sul pavimento. E farmaci, tanti farmaci, anche antitumorali, particolarmente costosi, erano spariti nel nulla. 

Nonostante la relativa vicinanza del pronto soccorso, dove vi è ovviamente sempre movimento anche a tarda ora, sembra che nessuno si sia accorto di nulla. I ladri, inoltre, quasi certamente avranno impiegato un furgone per caricare la refurtiva. Tuttavia, neanche all’esterno dell'edificio, dentro e fuori il perimetro, sembra che vi siano stati testimoni diretti del fatto.

Insomma, un vero giallo per il quale in queste ore sono al lavoro gli agenti di polizia del commissariato locale, che hanno richiesto l’intervento degli specialisti della scientifica per i rilievi.  

Un dettaglio. Non si può dire che questa tipologia di furti sia una vera novità. Infatti, per una curiosa coincidenza temporale, esattamente un mese addietro, nella notte fra il 17 e il 18 dicembre, alcuni malviventi ben organizzati sono riusciti a fare irruzione nel magazzino della So.Farma.Mora Spa nella zona industriale di Zollino, mettendo a segno un disegno criminale del tutto simile.

Su quest'ultimo episodio è tuttora aperta un'indagine dei carabinieri della compagnia di Maglie. E il nuovo colpo di Galatina è un segnale evidente di quanto sia fervido e crescente il mercato nero. I farmaci antitumorali, in particolare, etichettati, potrebbero essere venduti all'estero.

Ammonta invece a 500mila euro, forse di più, il valore della merce di un altro maxi-furto messo a segno con particolare meticolosità da una banda di ladri scaltra e molto ben organizzata.

Almeno 2mila le paia di scarpe, di particolare pregio, realizzate per conto di marchi prestigiosi, sono state rubate nella notte a cavallo fra giovedì 16 e venerdì 17 nello stabilimento Iris Sud della zona industriale di Casarano.

Tutto studiato a tavolino, pianificato con ogni probabilità dopo sopralluoghi per verificare se l'operazione potesse riuscire senza particolari intralci.

Sono stati due i mezzi impiegati: un Fiato Doblò che si trovava posteggiato nel piazzale interno dello stabilimento e un camion con telone rubato la stessa notte da un deposito vicino. Anche in questo caso, l’assenza di telecamere di videosorveglianza e di un sistema di allarme adeguato ha permesso ai malviventi di agire con particolare destrezza.

E’ stato lo stesso responsabile attuale dell’azienda, l’imprenditore veneto Alberto Baiardo, 32enne, a richiedere un sopralluogo dei carabinieri della compagnia di Casarano, diretti dal capitano Aniello Mattera, la mattina successiva, quando gli operai si sono accorti di quanto avvenuto.

Gli investigatori dell’Arma hanno appurato che la banda s’è introdotta da una finestra, trovata rotta, per poi iniziare a caricare le scarpe nei due mezzi, manomettere i cancelli esterni e filarsela nel buio.

Secondo ipotesi investigative, il maxi-furto potrebbe essere avvenuto intorno a mezzanotte. La banda ha poi abbandonato il camion nelle campagne intorno a Supersano, mentre non vi è traccia del Doblò. Per i carabinieri il problema è comprendere esattamente quale sia stata tutta la successione dei fatti. La zona industriale di Casarano è sterminata, ma oggi in parte deserta a causa della crisi economica. E vi sono diversi punti che conducono verso stradine interpoderali.

Per l’azienda di Casarano si tratta di un danno micidiale. Coinvolta in un’inchiesta ancora in atto che vede al centro diverse aziende che ruotano attorno al colosso Filanto, solo il 6 aprile dello scorso anno è avvenuto il dissequestro della Procura, previo versamento di una penale da 800mila euro. Si era così scongiurato uno stop che avrebbe rischiato di lasciare per strada un centinaio di dipendenti.    

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