Furto e incendio, i tre confessano. Uno di loro è grave in ospedale

Dopo il colpo in una tabaccheria di Gallipoli, vanno ai domiciliari i due brindisini e il surbino bloccati dalle Sezione di Polstrada di Brindisi e Lecce in una folle notte di inseguimenti. Il 26enne Ferrari piantonato al "Perrino"

BRINDISI – Tutti e tre hanno confessato le proprie responsabilità nel coinvolgimento del furto avvenuto nella notte del 4 aprile scoro a Gallipoli, nella tabaccheria “L’angolo della Fortuna”. Motivando l’azione a un momento di ristrettezze economiche. E il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Stefania De Angelis, ha convalidato gli arresti eseguiti dai poliziotti della Sezioni di polizia stradale di Lecce e Brindisi, disponendo i domiciliari. Ha tenuto conto proprio delle ammissioni di colpa. Mentre il pubblico ministero, Luca Miceli, aveva chiesto che fosse prorogata la custodia cautelare in carcere.

I tre in questione sono Giuseppe De Pasquale, 34enne di Brindisi, Luca De Santis, 27enne di Surbo e Christian Ferrari, 26enne di Brindisi. Mentre De Pasquale e De Santis, erano stati fermati subito, in una Fiat Punto, Ferrari era stato individuato insieme a Rocco L., 30enne di Brindisi (quest’ultimo, l’unico del gruppo denunciato a piede libero per la sola ricettazione, non essendovi prove dirette del coinvolgimento nel furto) dopo essere arrivato presso l’ospedale “Perrino” pieno di bruciature.

Davanti agli agenti, i due erano riusciti a dileguarsi a bordo di una Bmw station wagon rubata, per poi darle fuoco nelle campagne di San Donaci, nel tentativo di far sparire ogni traccia. E il 26enne, che ha riportato ferite al volto e alle mani, versa in condizioni piuttosto serie. Al momento è in prognosi riservata nel reparto Grandi ustionati. Ferrari, dunque, resta piantonato in ospedale, mentre De Pascalis e De Santis hanno già lasciato il carcere e si trovano ristretti nelle proprie abitazioni.

Le ammissioni di colpa degli indagati

Ferrari, difeso dall’avvocato Ladislao Massari, ha un precedente di rilievo, una condanna a tre anni, cinque mesi e dieci giorni per rapina in concorso nella gioielleria Follie d’Oro della galleria commerciale Ipercoop – Le Colonne di Brindisi, avvenuta la mattina del 3 dicembre 2014. Il colpo, messo a segno con altri tre soggetti, fruttò un bottino del valore di 300mila euro, mai ritrovato.

Circa il furto nella tabaccheria gallipolina, Ferrari ha dunque ammesso di essere presente, aggiungendo anche di sapere che la Bmw, poi data alle fiamme, fosse rubata. Stando alle indagini, era stata sottratta a Taranto l’11 aprile 2018. Ferrari ha precisato di non sapere niente, invece, dell’altra auto rubata, una Fiat Punto.

De Santis, l’unico della provincia di Lecce indagato nella vicenda, difeso dall’avvocato Carlo Reho, avrebbe ammesso la conoscenza con De Pascalis da un paio di mesi. Una volta a destinazione, avrebbe fatto da “palo”. Poi, la fuga con la Fiat Punto assieme a De Pascalis. Quest’ultimo, difeso dall’avvocato Albino Quarta del foro di Brindisi, ha a sua vota ammesso gli addebiti. Resta ancora in una sorta di limbo la posizione dell’unico indagato a piede libero, il 30enne di Brindisi, Rocco L., per il quale non si è potuti andare oltre il riconoscimento di un reato di ricettazione.

La ricostruzione della vicenda

Per quanto riguarda le ricostruzioni del furto, emergono nuovi dettagli. Quella notte, un sovrintendente e un assistente capo, mentre erano impegnati nel controllo delle marine, attorno all’1,30 di notte, hanno notato Ferrari e De Pascalis (volti a loro noti) in una Bmw station wagon. Il primo era alla guida. I poliziotti, con discrezione, hanno osservato il percorso intrapreso, fino all’imbocco della strada statale 613, in direzione di Lecce, dove hanno fatto rifornimento.

La Bmw è stata poi vista di nuovo a Squinzano un paio di ore dopo. Viaggiava a forte velocità, 230 chilometri l’ora. L’ha intercettata un’altra pattuglia della Stradale alla quale era stata girata la segnalazione di “auto sospetta”. Nel frattempo, infatti, si erano mossi a Gallipoli carabinieri e agenti di polizia del Commissiario e proprio questi ultimi avevano diramato una nota di ricerca. All’altezza dello svincolo per il rione La Rosa la Bmw è stata vista ancora, questa volta con quattro persone a bordo. Poi via, in direzione di San Vito dei Normanni, ma sulla strada è stata persa di vista.

Gli agenti, a quel punto, hanno ipotizzato la Bmw avrebbe potuto far rientro nella zona in cui era stata avvisata inizialmente e per questo hanno raggiunto via di Punta Penne. Qui sono immobili di cui Ferrari ha la disponibilità. Attorno alle 5, da un cancello sono uscite due auto, la Bmw e una Fiat Punto di colore nero. Al volante della Fiat, c’era De Pascalis. Gli agenti, quindi, hanno intimato l’alt. Le auto non si sono fermate. Le due pattuglie della Stradale si sono divise e sono nati altrettanti inseguimenti.

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I poliziotti sono riusciti a fermare la Fiat ponendosi davanti con l’auto di servizio, bloccando De Pascalis e De Santis. La Bmw, invece, è stata trovata bruciata. Ferrari e il 30enne Rocco L. si sono presentati in ospedale attorno alle 7. All’interno della Fiat sono stati trovati un passamontagna di colore nero con fori per occhi e bocca e una torcia. Accanto al cancello una busta contenente 60 pacchetti di sigarette.

Le telecamere della tabaccheria hanno inquadrato l’arrivo attorno alle 2,42 di una Bmw di colore scuro, con quattro persone a bordo. Una ha permesso di identificare De Pascalis e De Santis come i due scesi dall’auto e che hanno rotto la saracinesca. Per gip sono gravi indizi di colpevolezza. E ricorrono le esigenze cautelari: “Allarmati circostanze e modalità del fatto”, si legge nel provvedimento, “da cui si desume la non occasionalità degli episodi delittuosi, la premeditata commissione dei delitti con modalità professionali e una spiccata tendenza a delinquere”. Il comportamento tenuto in sede in udienza di convalida, ha permesso di evitare il carcere.

In collaborazione con Brindisireport.it

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