Gasdotto, settimana decisiva. La pioggia non ferma il dissenso dei No Tap

Dopo il sit in di Otranto un nuovo presidio questa mattina del movimento No Tap nei pressi della capitaneria di Gallipoli

GALLIPOLI  - Mentre il Governo centrale scioglierà le sue residue riserve entro pochi giorni dopo aver preso ancora tempo e annunciando che entro questa settimana il ministero dell’Ambiente darà la sua parola definitiva sulla realizzazione del gasdotto, una rappresentanza del Movimento No Tap, composta da alcune decine di attivisti, questa mattina ha effettuato un nuovo sit-in di sensibilizzazione  davanti alla sede della capitaneria di porto di Gallipoli. Un’iniziativa che segue quella analoga dell’8 ottobre scorso. In quell’occasione il presidio si svolse nei pressi della sede della guardia costiera di Otranto. Ed entrambe le iniziative sono riconducibili alla sottoscrizione dell'ordinanza dell’ufficio circondariale marittimo idruntino, che ha disposto l’interdizione, fino alla fine di dicembre, alla navigazione, alla pesca e alla balneazione, nel tratto di mare sul litorale nord di San Foca, sito individuato per l'approdo del gasdotto Tap.

IMG_1540201810063-2L'ordinanza è stata emanata in previsione dell'arrivo della nave Adhemar de Saint Venant che ha il compito di fissare sul fondale marino le palancole per sostenere il gasdotto. La nave si trova nel porto di Brindisi in attesa del via libera e anche delle decisioni del ministero e del consorzio inerenti la ripresa dei lavori. Neanche la pioggia ha bloccato la voglia di manifestare e tenere alta l’attenzione da parte del comitato e del movimento No Tap che stavolta, oltre al ministero dell’Ambiente (che sta analizzando il dossier di oltre 50 pagine, corredato da allegati, fornito nell’incontro informale dei giorni scorsi in quel di Roma dal sindaco di Melendugno, Marco Potì), ha tirato in ballo le responsabilità del ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il suo braccio operativo della capitaneria di porto.        

“Siamo tornati davanti alla capitaneria di Porto, stavolta presso il comando centrale di Gallipoli, per ribadire ancora una volta il nostro No a Tap, e per chiedere ancora una volta chiarezza sulle autorizzazioni rilasciate per un'opera imposta, inutile e dannosa” hanno chiarito nell’ambito del sit in gli attivisti, “a settembre scorso, proprio in questo luogo, è stata firmata la concessione demaniale per il Trans Adriatic Pipeline. Questo documento non è mai stato reso pubblico e anche per questo siamo qui per fermare la svendita del territorio e del mare in riunioni chiuse alla popolazione. Neanche la pioggia ferma la nostra voglia di chiarezza e libertà. Noi siamo sempre pronti come dal 2011 a oggi e andiamo avanti nella nostra battaglia di civiltà”.

IMG_1540201819002-2La realizzazione dell'opera è contestata dall’amministrazione di Melendugno, sostenuta da altri enti locali della zona, e da buona parte delle comunità locali. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, proprio in questi giorni ha ribadito la necessità dello spostamento del gasdotto verso la destinazione originaria del brindisino atteso che la rete di distribuzione Snam è a Mesagne e non a Melendugno. Il tutto mentre il ministro Sergio Costa ha ribadito che entro giovedì si dovrebbe completare la valutazione dei tecnici sul carteggio presentato su Tap dal sindaco di Melendugno dopodiché il Governo scioglierà le riserve. Nel corso di un incontro informale al circo Massimo di ieri con gli attivisti pentastellati noTap, il ministro salentino Barbara Lezzi ha assicurato che si recherà a Melendugno, con il premier Giuseppe Conte, a comunicare le decisioni sulle richieste di riapertura della procedura di Via per il micro tunnel e sulla decisione definitiva relativa a tutta l'opera. Gli attivisti No Tap intanto non si rassegnano e saltando dinnanzi alla sede della guardia costiera avvertono, “Salta uno, salta due, salta tre…attento Governo che salti pure te!”.  

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