Geometra in giro in moto e barbiere nel salone aperto. Controlli e sanzioni della polizia

Almeno dieci le denunce degli agenti nel corso dei controlli sulle limitazioni delle uscite e sulla chiusura dei locali. A Gallipoli due casi particolari. Sospensione della licenza in arrivo

LECCE - Quello di restare in casa per evitare un possibile contagio da Covid-19 e limitare gli spostamenti nei casi di estrema necessità (per lavoro, motivi di salute o per fare la spesa o recarsi in farmacia) e di chiudere le attività commerciali non essenziali secondo i dettami dell’ultimo decreto del presidente del Consiglio dei ministri, non è solo un semplice invito, ma un obbligo di legge. Per questo motivo su disposizione del questore, Andrea Valentino, proseguono giornalmente i controlli da parte delle pattuglie della polizia di stato per verificare che i cittadini rispettino le prescrizioni imposte. Nell’arco delle ultime 24 ore, sono state controllate centinaia di attività commerciali e moltissime persone e per dieci di esse sono scattate le relative denunce all’autorità giudiziaria. Sorpresi delle contestazioni mosse dagli agenti durante i controlli, le giustificazioni fornite dai trasgressori, per sfuggire a sanzioni e denunce, sono state anche questa volta tra le più disparate.     

Nel capoluogo tra l’altro un cittadino di origine montenegrina, domiciliato presso il campo Panareo, è stato sorpreso a circolare per il centro storico senza avere una meta precisa e non ha fornito valide giustificazioni per il suo spostamento. In realtà lo stesso è stato fermato anche perché poco prima, presso il 113, era stata fatta una segnalazione su un uomo che si aggirava per piazza Mazzini, cercando di impossessarsi, senza riuscirvi, di una tra le tante biciclette assicurate ad una rastrelliera. Diversi e capillari anche i controlli sul territorio dei comuni della provincia e in particolare nel gallipolino. Proprio a Gallipoli gli agenti del commissariato locale, nell’ambito di un controllo in strada, si sono imbattuti in un geometra del luogo che circolava tranquillamente per le vie cittadine a bordo di una motocicletta. Una volta fermato dalla pattuglia ha giustificato il proprio spostamento riferendo che si stava recando “per ragioni di lavoro” su un cantiere.

Una circostanza che i poliziotti hanno potuto appurare non rispondente al vero. È stato facile infatti per gli agenti verificare l’infondatezza di quanto dichiarato dall’uomo in quanto, non solo il cantiere in questione è stato trovato chiuso, ma il geometra stesso era sprovvisto delle chiavi per accedervi. Sempre nella cittadina ionica, gli agenti hanno dovuto sanzionare anche un barbiere ed il suo cliente sorpresi, come se niente fosse, all’interno del salone da barba, nonostante tale attività rientri in quelle che il nuovo decreto stabilisce di dover chiudere a scopo precauzionale. Per il barbiere in questione, oltre alla sanzione prevista, è stato imposto di cessare immediatamente l’attività in attesa di avviare la procedura accelerata per la sospensione della licenza.   

E sempre per le vie di Gallipoli, e stavolta in zona Li Foggi, due giovani bulgare sono state sorprese dagli agenti (in una zona notoriamente conosciuta come luogo di prostituzione), sedute sul ciglio della strada e in atteggiamenti che inequivocabilmente facevano intendere quali fossero le reali ragioni della loro permanenza in quel luogo, ossia l’arrivo di potenziali clienti. Tutto ciò, in barba alle più elementari norme igienico-sanitarie, proprio nell’attuale contesto. E anche qui sono partite le relative denunce.

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Infine a Nardò, nel corso dei controlli stradali, le pattuglie del commissariato locale hanno pizzicato un giovane di Galatone che, alla guida della propria auto, circolava senza meta per le vie cittadine e senza quindi un valido e serio motivo per stare in giro. A Surbo invece, al passaggio di una pattuglia, tre ragazzi di età compresa tra i 18 e i 23 anni che si trovavano in strada insieme, si sono allontanati in modo repentino cercando di defilarsi.  Una volta fermati e identificati si sono giustificati sostenendo di essere usciti per acquistare delle mascherine. Nella realtà, la pattuglia era intervenuta perché alcuni cittadini avevano segnalato urla e schiamazzi da parte di un gruppetto di ragazzi nei pressi della chiesa.

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