Ticket sosta scaduto, sentenza pesante. Per il giudice di pace la multa è fuorilegge

Il Codacons esulta per l'accoglimento di un ricorso e diffida ancora una volta il Comune di Lecce e la Prefettura il cui "assordante silenzio" non ha impedito che i cittadini continuassero a pagare per una violazione che è di natura contrattuale

La sede del Giudice di pace in via Brenta.

LECCE – Le sentenza del giudice di pace Giuseppe Paparella è di quelle storiche, secondo il Codacons. Ma di sicuro farà discutere l’opinione pubblica cittadina perché attiene ad un tema molto caldo della quotidianità urbana: la legittimità della multa elevata per la scadenza del ticket del parcheggio.

Il dispositivo di Paparella non lascia spazio a dubbi:  “l’individuazione di aree di sosta condizionata al pagamento del ticket implica soltanto il pagamento, che nel caso di specie non è in contestazione, e non anche il rinnovo alla scadenza del tempo pagato”. Il che comporta inequivocabilmente che “l’ipotesi dell’omesso rinnovo del parcheggio può al più essere equiparato ad un rapporto di natura privatistica simile a quello previsto per la sosta in aree di parcheggio meccanizzato, sicché può e deve essere richiesto il pagamento per il periodo di tempo residuale non pagato che è cosa diversa dalla sanzione per omesso pagamento della sosta”. Nel caso esaminato l’associazione dei consumatori si è avvalsa della collaborazione dell’avvocato Cristian Marchello.

Leggi la sentenza grattino scaduto

Alla luce del dispositivo del giudice, il Codacons sollecita il prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, a rompere il muro di “assordante” silenzio. Nonostante il parere più volte esplicitato dal ministero dei Trasporti, che riteneva il mancato pagamento del prolungamento della sosta una violazione di natura privatistica tra il conducente e il soggetto che gestisce i parcheggi a tariffa, il Comune di Lecce ha tirato dritto per la sua strada e, facendo riferimento ad alcune sentenze della Corte dei conti e della Cassazione, ha continuato a ricondurre la fattispecie ad una violazione amministrativa da Codice della strada.

Secondo il Codacons, una delle speranze non dichiarate da parte dell’amministrazione fino alla pronuncia della giustizia civile, era che i cittadini colpiti da sanzione rinunciassero al contributo unificato di 45 euro necessario per il ricorso, preferendo pagare la più economica multa (di importo inferiore).  L’associazione dei consumatori ha così deciso di diffidare, ma per l’ultima volta, sia l’amministrazione che la prefettura dal proseguire sulla strada della sanzione.

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La questione è stata affrontata anche dal punto di vista politico, nel corso di un consiglio comunale: ma nella seduta del 21 luglio scorso il sindaco, Paolo Perrone, e la giunta hanno deciso di non cambiare linea, concedendo “ufficialmente” un periodo di tolleranza di 15 minuti. 

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