Gli organi di Marco furono donati. I genitori: "Vogliamo conoscere chi oggi vive"

Brindisino, morì in un incidente sullo scorrimento veloce che da Maglie conduce verso la Gallipoli-Lecce. Mamma e papà si affidano a Facebook per un appello: "Ci piacerebbe anche solo sapere se chi ha avuto il trapianto sta bene"

Redazione 15 settembre 2012
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BRINDISI – Marco Bungaro era di Brindisi, aveva scelto una professione di cui andava fiero e in cui sperava di fare carriera. Era un militare dell’esercito, ma la sua storia s’è conclusa presto, spezzata sulle strade del Salento. Perché Marco era anche e soprattutto un ragazzo ancora molto giovane, di 26 anni, che amava la discoteca e il divertimento. Ma alle prime luci dell’alba del 2 maggio del 2010, tornando proprio da una nottata trascorsa in un locale da ballo, l’auto condotta da un amico, e nella quale si trovava anche un altro ragazzo – anche loro brindisini - uscì fuori strada sullo scorrimento veloce che da Maglie conduce verso la statale 101 Gallipoli-Lecce. Marco fu il più sfortunato del gruppo. Morì al “Vito Fazzi” di Lecce, dopo tre giorni di agonia.

La vicenda non scosse, ovviamente, solo la città di Brindisi, dove Marco aveva tanti amici, ma anche la provincia di Lecce, che ancora piangeva la morte di due fratelli di Giorgilorio, frazione di Surbo, avvenuta nello stesso punto, soltanto la notte precedente. Fu un dramma doppio, se possibile, e di queste tragiche storie di destini quasi intrecciati lungo la stessa arteria, si parlò a lungo.  

Oggi, si torna a parlare di Marco, ma per tutt’altro. La storia è delicata e particolare. I suoi genitori, mamma Emy Piliego e papà Nando Bungaro, che non hanno mai smesso di pensare al loro ragazzo andato via prematuramente, stanno cercando le persone che, grazie agli organi del loro figlio, per i quali diedero l’assenso all’espianto, oggi, forse, hanno riacquistato il sorriso e, magari, vivono giorni sereni. L’appello è stato lanciato via Internet. Sulle pagine di Facebook, per la precisione. La notizia è stata diffusa dall’Ansa, che, riprende le parole di Emy, la quale chiarisce che non intende instaurare un rapporto morboso con coloro che dal sacrificio di Marco hanno ricevuto la vita, ma soltanto cercare di comprendere se l'atto di generosità di cui il figlio é stato protagonista inconsapevole ha davvero ridato la vita e la felicità a qualcun altro.

“Salve, sono la mamma di Marco – scrive Emy sulla pagina di Facebook del figlio - un ragazzo di 25 anni deceduto per incidente stradale il 5-05-2010 all'ospedale Vito Fazzi di Lecce. Ha donato i suoi organi. L'espianto è avvenuto il 6-05-2010. Sono solo riuscita a sapere che il fegato è andato a Pisa, i reni sono andati a Verona, il cuore è stato impiantato a Bari, a un uomo della Basilicata”.

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La difficoltà a reperire informazioni, dipende dalla legge, che tutela la privacy di chi ha avuto un trapianto. Ma Emy Piliego chiarisce che a lei ed al marito “basterebbe anche solo sapere come stanno”. Come ricorda sempre l’agenzia Ansa, i genitori di Marco, insieme ad altre famiglie di vittime della strada, sono iscritti all'associazione Aguvs di Fasano e ad altre onlus di tutta Italia, che lavorano per ottenere l'inasprimento delle pene a carico di chi, guidando in stato di alterazione psicofisica, provoca la morte di altri.  Proprio come accadde quel giorno: dopo le analisi, fu riscontrato che il guidatore aveva assunto cocaina, tanto che ha dovuto affrontate un processo per omicidio colposo aggravato dallo stato di alterazione psicofisica, per la quale patteggiato una pena inferiore ai due anni. Ora, chiusa quella storia, ai coniugi resta solo un desiderio: conoscere le persone che vivono grazie a Marco. 

trapianti

7 Commenti

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  • Avatar di Cosimo Alessandro Quarta

    Cosimo Alessandro Quarta Provo rispetto e comprensione per la legittima richiesta dei due genitori... ma penso anche se sia un tentativo rischioso....

    Il rischio per quei geniotori di rimanere delusi dai "beneficiari" del gesto; il rischio di sapere che magari qualcuno di loro non ce l'abbia comunque fatta; il rischio di provare una sana ed umana invidia per chi è sopravvissuto; il rischio di ritrovarsi, magare senza volerlo, a valutare se queste persone "meritino" il dono di Marco.... E' umano. E' comprensibile.

    Un film di qualche anno fa parlava delle stesse tematiche in modo intimo e convincente: si chiama "Alza la testa".

    Consiglio a tutti di vederlo.

    E spero che i genitori di Marco si convincano che la donazione è un bene in sè, a prescindere dai destinatari del gesto o dal "successo" degli interventi.

    il 16 settembre del 2012
  • Avatar anonimo di Rocco

    Rocco Io credo che l'unica speranza dei genitori sopravvissuti ai loro figli sia che il dolore che provano per la perdita del loro caro si possa trasformare nel tempo in un bellissimo ricordo. Spero che mamma Emy e papà Nando siano riusciti a mettere da parte i tragici momenti e che ricordino solo i giorni belli di Marco.
    Come ha detto "Uomo Della Strada", cercare i resti terreni del figlio potrebbe riservargli brutte sorprese che provocherebbero altro dolore a chi ha già sofferto tanto.
    Questo è solo quello che penso io, l'unica cosa che importa è il volere di questi due genitori. Speriamo che ottengano ciò che desiderano.

    il 15 settembre del 2012
  • Avatar di Gianfranco

    Gianfranco Condivido perfettamente il legittimo desiderio dei genitori dello sfortunato Marco, la cui storia non conoscevo e che mi ha particolarmente colpito, ma credo che sia impossibile realizzarlo perchè la legge, per questione di privacy, vieta che sia i familari del defunto sappiano a chi sono stati trapiantati gli organi, sia a chi li ha ricevuti, la provenienza e quindi l'identificazione del soggetto. Certo è una norma molto dura, che io personalmente non condivido, ma attualmente è quella che vige. Sarebbe auspicabile che la si modificasse consentendo, qualora però i soggetti riceventi e i familiari del defunto lo volessero concordemente, rendere possibile questa reciproca conoscenza. Sono vicino a Nando ed Emy e dico loro che ho molto apprezzato il nobilissimo gesto nell'immediatezza della tragedia.

    il 15 settembre del 2012
  • Avatar di detto fatto

    detto fatto Sono fiducioso che le persone che ora vivono grazie al sacrificio di Marco e al Grande Amore per la Vita dei suoi genitori troveranno il modo di dare il giusto conforto.

    il 15 settembre del 2012
  • Avatar di ferdy

    ferdy Al di la delle problematiche sul fatto di conoscere chi è stato il destinatario della donazione, credo che sarebbe una cosa bellissima far conoscere (solo ai genitori) coloro che si sono salvati grazie a Marco.

    il 15 settembre del 2012
  • Avatar di pensa e ripensa

    pensa e ripensa Auguro ai genitori di Marco di vedere esaudito il proprio sacrosanto desiderio.

    il 15 settembre del 2012
  • Avatar di Uomo Della Strada

    Uomo Della Strada Leggendo quaste righe mi sono commosso veramente, ho pensato al dolore di questi genitori .. vorrei dire loro di ricordare il figlio per quello che era e di non andare alla ricerca dei suoi resti terreni ..magari le persone che li hanno ricevuti potrebbero non avere la sensibilità di essere riconoscenti. Io non sono cristiano ma credo che il corpo sia niente rispetto all'anima e questa vive nei lori cuori non devono cercare altrove.

    il 15 settembre del 2012