Gli studenti: "Don Cesare in cattedra? No, grazie"

Dai corsi di laurea triennali si alzano voci contrarie alla lezione da affidare al religioso. "E' stato condannato proprio reati commessi nell'ambito dell'attività di cui dovrebbe relazionare"

Don Cesare Lo deserto in cattedra? No, grazie. Il secco rifiuto proviene direttamente dagli studenti del corso di laurea triennale in Scienze sociali per la cooperazione internazionale, lo sviluppo e il non-profit, e del corso di laurea specialistica in Scienze dello sviluppo dell'Università del Salento. Fra i primi a protestare per la decisione del professor Vincenzo Tondi della Mura di chiamare il religioso a tenere una lezione sulla cooperazione internazionale, in virtù del lavoro svolto presso il centro "Regina Pacis" è stato nei giorni scorsi il consigliere regionale di Rifondazione comunista Piero Manni (http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=2629). Proprio in attinenza alla gestione della struttura di San Foca, marina di Melendugno, Manni ha contestato il fatto che "Lodeserto ha già subito due condanne in primo grado (la prima ad otto mesi e la seconda a un anno e quattro mesi di carcere) ed ha due processi in corso: i reati contestati vanno dal sequestro di persona alla truffa aggravata allo Stato, dalla violenza privata alla calunnia alla simulazione di reato alla violazione della legge sull'immigrazione clandestina".

Il docente stesso ha risposto subito dopo motivano la scelta di chiamare Lodeserto in considerazione della "valorizzazione compiuta dalla Regione Puglia verso la Fondazione Regina Pacis; l'esclusione della stessa Fondazione da un breve incontro di taglio pratico con i partecipanti al corso, sarebbe stata immotivatamente contrastante con le linee istituzionali della Regione; inoltre, sarebbe risultata ingiustamente discriminatoria e censoria, oltreché lesiva delle esigenze didattiche implicate". Ma gli studenti s'imputano comunque e inviano una comunicazione: "Siamo indignati del fatto che l'istituzione universitaria affidi la sua offerta formativa ad una persona che è gia stata giudicata per reati commessi proprio nell'ambito dell' attività sulla quale dovrebbe relazionare in aula. La Cooperazione Internazionale - affermano gli studenti - riveste un'importanza fondamentale nell'attuale quadro delle relazioni internazionali, in particolare lungo la direttrice Nord-Sud del Mondo e si basa su valori di giustizia, equità e rispetto di cui, alla luce dei fatti a tutti noti, don Cesare Lodeserto non può certo essere un credibile rappresentante. Associare alla Cooperazione Internazionale il nome di chi ne ha fatto, a dir poco, un uso distorto - prosegue la nota - offende tutti coloro che, anche nel territorio salentino, la portano avanti con onestà lottando tra mille difficoltà e diffidenze. Questo proprio non lo possiamo accettare".

"Esistono nel nostro territorio numerose personalità e associazioni che si occupano di cooperazione internazionale da anni e con grande dedizione. - afferma Bruno Mola, rappresentante degli Studenti - Siamo certi, pertanto, che gli organizzatori del Master abbiano la possibilità di individuare persone più adatte a tenere una lezione di alto profilo che dimostri come la Cooperazione Internazionale non vada intesa né come un semplice atto di carità o beneficenza verso i "meno fortunati" né come "accoglienza/reclusione" nei Cpt come vorrebbe la dottrina leghista, bensì come una necessità sempre più pressante di impostare i rapporti internazionali, economici, sociali e giuridici, su di un piano di equità e di reciprocità, al fine di colmare gli squilibri che l'azione storica dei paesi cosiddetti "sviluppati" ha determinato, relegando il resto del mondo in uno stato di minorità che ha definito "sottosviluppo".

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