Ancora grandine nel basso Salento, allarme per gli alberi da frutto

Rovesci violenti e l'abbassamento della temperatura mettono in pericolo la fase della fioritura. Nel centro storico di Racale gli accumuli sono stati tali da creare una lastra ghiacciata che ha tenuto per ore

Racale, questa mattina, si è risvegliata così.

LECCE – Come se non bastassero i colpi inferti dal disseccamento rapido degli ulivi, il comparto agricolo deve fare ora i conti con gli effetti del maltempo degli ultimi giorni: la grandine si è abbattuta su alcune zone della provincia mentre la temperatura si è abbassata in maniera tangibile. Ancora nelle scorse ore una grandinata ha bersagliato Racale.

"Ci sono stati temporali e grandinate a partire dalle due di questa notte - ha raccontato il sindaco, Donato Metallo -, ma gli effetti sono stati particolarmente intensi e inconsueti nella zona del centro storico. Si è verificata una sorta di congelamento che ha creato uno strato di ghiaccio che è durato per ore, fin verso le 7.30 del mattino. Sono grato alla ditta Rossetto che è intervenuta prontamente per ripristinare la viabilità con una escavatrice con la quale sta realizzando dei lavori nei pressi della biblioteca".

Per quanto riguarda più in generale le aziede agricole, i danni, nel Salento come in altre parti della Puglia, sono in corso di quantificazione, ma a farne le spese sono stati innanzitutto gli alberi da frutto, la cui fase di fioritura è stata messa a rischio. Preoccupazione anche per i germogli delle uve precoci. “Fenomeni di portata eccezionale hanno colpito il nostro territorio – ha affermato il presidente Cia Salento, Benedetto Accogli - e solo nei prossimi giorni potremo valutare eventuali danni, ma per certo sono notevoli i disagi subiti dai nostri agricoltori”.

“I cambiamenti climatici dovrebbero essere in cima all'ordine del giorno dei nostri governi, a tutti i livelli, senza aspettare l'emergenza – ha affermato il presidente della Confederazione Italiana Agricoltori Puglia, Raffaele Carrabba - È arrivato il momento di ripensare l'intero sistema di gestione del rischio in agricoltura. La legge in materia di calamità, lo predichiamo da tempo, è ormai anacronistica rispetto alla straordinarietà dei fenomeni che il mondo agricolo è costretto ad affrontare”.

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