I cittadini segnalano movimenti sospetti, presi due ladri d'appartamento

I carabinieri hanno bloccato ieri sera due leccesi in via Marcianò. Avevano appena saccheggiato l'abitazione di una donna

LECCE – Uno l’hanno bloccato subito. L’altro è riuscito a svignarsela, ma di strada ne ha fatta poca. E’ stato fermato una volta che ha fatto rientro nella propria abitazione, forse speranzoso di non essere stato riconosciuto. Cosa difficile, considerando anche i suoi precedenti. In arresto sono così finiti Roberto Fuso, 39enne (quello che inizialmente era scappato), e Ivan Bongiorno, 41enne.

Entrambi leccesi, avevano deciso di depredare un appartamento. Problema molto avvertito in città, dove di furti nelle case, anche piuttosto eclatanti, ne sono avvenuti diversi negli ultimi tempi. Tanto che i carabinieri hanno predisposto un'intensificazione dei controlli nelle aree del capoluogo dove il picco sembra maggiore. 

Una di queste è il quartiere Rudiae-Ferrovia. Dove tutto ha avuto inizio attorno alle 20 di ieri sera. In via Girolamo Marcianò, sono intervenuti i carabinieri della Sezione radiomobile della compagnia di Lecce, dopo una segnalazione di cittadini per movimenti sospetti. Appostatisi, i militari hanno sorpreso i due proprio mentre se la svignavano con la refurtiva dall’abitazione di una donna, all’interno di un condominio. Bongiorno è stato bloccato subito. Fuso, invece, è riuscito a scappare, salvo essere rintracciato poco dopo. 

I due avevano racimolato un bottino piuttosto corposo: un tv color, un telefono cellulare, una borsa da donna di pelle e bigiotteria varia. Tutto successivamente restituito alla proprietaria. Il pubblico ministero di turno, Maria Vallefuoco, ha disposto i domiciliari per entrambi.

Questa mattina il giudice Annalisa De Benedictis ha convalidato l’arresto ai domiciliari. Gli avvocati difensori, rispettivamente Mariangela Calò per Fuso e Alessandro Calò per Bongiorno, poiché al momento dell’udienza non conoscevano ancora gli atti, hanno ottenuto un termine a difesa per decidere se fare richiesta di un rito alternativo. Si tornerà in aula il 6 marzo.

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