I fondi pubblici erano per i non vedenti, ma usati per un b&b: 21 indagati

Un’indagine della guardia di finanza e della polizia locale ha portato anche al sequestro di beni per mezzo milione di euro

L'ingresso dell'istituto

LECCE – Un’indagine a “filiera corta”: il comando provinciale della guardia di finanza, infatti, ha sede proprio a pochi metri dall’istituto per non vedenti “Anna Antonacci”, coinvolto in un’indagine. L’edificio, di proprietà della Provincia di Lecce e confinante con l’omonima associazione (estranea ai fatti) sarebbe stato utilizzato a mo’ di b&b, grazie a fondi pubblici destinati alle attività per utenti ciechi o con problemi di vista. Con tanto di pubblicità e recensioni su “Tripadvisor” e  "Booking.com" e persino una gestione affidata a una società di servizi dietro corrispettivo. Il tutto non autorizzato. Sarebbero stati spesi dei fondi pubblici per la ristrutturazione di circa tre stanze (poi, a quanto pare, aumentate), che sarebbero dovute essere utilizzate per attività didattiche ed, eventulamente, per ospitare cittadino non vedenti e i propri famigliari.

Nel corso della mattinata, i militari delle fiamme gialle, assieme agli agenti di polizia locale leccese, hanno notificato 21 avvisi di garanzia. Due nei confronti dei rappresentanti legali dell’istituto per non vedenti, appunto. Quattro provvedimenti sono scattati nei confronti di quattro funzionari della Provincia e di 15 tra dipendenti e collaboratori dello stesso istituto. Sono tutti indagati, a vario titolo, per i reati di truffa finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche e falso.  Sono stati inoltre sequestrati dei beni per un valore di oltre mezzo milione di euro. Le indagini, in origine delegate alla polizia municipale per presunti abusi edilizi, poi passate ai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, sono state avviate per accertare eventuali utilizzi anomali dei contributi erogati dalla Regione Puglia e dalla Provincia di Lecce per lo svolgimento di attività didattiche e formative nei confronti di individui affetti da disabilità visive.

L’attività investigativa è stata condotta dal procuratore aggiunto, Elsa Valeria Mignone e dal sostituto procuratore Maria Vallefuoco. Dagli accertamenti svolti è emerso che il la struttura avrebbe percepito fondi pubblici, per poi impiegarli per scopi differenti da quelli per cui erano stati erogati. In particolare, è stato accertato che alcune delle attività formative rendicontate dall’Istituto sia alla Regione Puglia che alla Provincia di Lecce in favore degli ospiti videolesi non erano mai state realizzate ed i relativi fondi in parte distratti per sostenere i costi di ristrutturazione di alcuni locali dell’immobile. Edificio che sarebbe stato utilizzato a mo’ di struttura turistico-ricettiva.

Il legale rappresentante dell’Istituto ed il vice-presidente del consiglio di amministrazione sono stati denunciati per truffa finalizzata all’indebita percezione di contributi. Sono state inoltre accertate responsabilità a carico di quattro fra dirigenti e funzionari provinciali, i quali hanno erogato i finanziamenti attestando falsamente la regolarità della documentazione prodotta dall’Istituto senza effettuare alcun riscontro in merito alla destinazione delle relative somme. E, soprattutto, senza alcun controllo sulle voci di spesa presentati a rendiconto. Infine, sono stati individuati 15 cittadini che, in qualità di operatori di un progetto finanziato dalla Regione Puglia, hanno percepito somme per attività progettuali mai effettivamente svolte. E’ infatti emerso  che l’Istituto avrebbe attestato in maniera fittizia dei requisiti per poter accedere a quei fondi dell’ente regionale. I rappresentanti, dunque, hanno prodotto una serie di documenti come registri giornalieri di presenza, relazioni sulle attività svolte ed istanze di partecipazione, per certificare corsi, tutoraggi per l’integrazione scolastica di alunni non vedenti.

Al termine delle indagini, i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, guidati dal colonnello Nicola De Santis, hanno eseguito su delega della Procura della Repubblica di Lecce, il sequestro delle somme indebitamente percepite e distratte dall’Istituto per ciechi, dei conti e dei beni immobili nella disponibilità degli indagati, per un valore pari ad oltre 513mila euro.

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