Il mare restituisce altra droga: collegamenti con il cadavere?

Quarto ritrovamento in pochi giorni sul litorale adriatico. Dopo San Foca e Cesine, questa volta Porto Badisco: 100 chili sequestrati dalla polizia. E a Castro, quel corpo senza nome così difficile da recuperare

La polizia con la droga recuperata

OTRANTO – E fanno quattro. Quattro ritrovamenti di marijuana trasportata dal mare mosso di questi giorni. E’ dalla mattina del 22 ottobre che, a giorni alterni, un po’ ovunque sulla costa adriatica, spuntano pacchi contenenti sostanza stupefacente il cui tipo d’imballaggio sembra indicare un unico carico originario, quasi certamente salpato dalle coste albanesi.

Primo ritrovamento a San Foca

Il primo ritrovamento è avvenuto a San Foca, marina di Melendugno, dov’è intervenuta la guardia di finanza. C’erano involucri sparsi contenenti stupefacente per un valore approssimativo di 300mila euro.

Secondo e terzo nell'oasi "Le Cesine"

Poi, per ben due volte, scoperta analoga è avvenuta presso l’oasi naturale “Le Cesine”. Il tutto a distanza di breve tempo, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. Prima sono stati i carabinieri della stazione di Vernole e del Nucleo operativo radiomobile di Lecce a scovare un paio di pacchi con marijuana, per una quarantina di chilogrammi.

Quindi, è stato il turno di altri carabinieri, quelli del Nucleo tutela biodiversità di San Cataldo (marina di Lecce), dipendenti dal Reparto di Martina Franca, scoprire sull’arenile della stessa riserva naturale un’altra cinquantina di chilogrammi. 

Quarto a Porto Badisco: 100 chili

Ora, ecco sbucare dal nulla, trascinata dalle correnti, altra sostanza, per ben un centinaio di chilogrammi, in contenitori di cellophane. E’ stata avvistata nella baia di Porto Badisco, sul frastagliato litorale idruntino. E questa mattina, sul posto, dopo segnalazioni, sono intervenuti gli agenti di polizia del commissariato di Otranto, con una volante.

Collegamenti con il cadavere di Castro?

La marijuana, sparpagliata per circa 45 chilometri di costa salentina, non è l’unico rinvenimento di questi giorni. Ancor più inquietante è il cadavere avvistato a ridosso della scogliera di Castro, trasportato chissà da dove dalle correnti. A causa della violenza delle onde, ieri pomeriggio e ancora fino alla tarda mattinata di oggi, è stato impossibile recuperarlo per sommozzatori dei vigili del fuoco di Bari e guardia costiera di Otranto. E intanto, aspetto raccapricciante, urtando di continuo contro gli scogli, il cadavere s’è anche smembrato.

Che ci sia un collegamento fra la droga e quel povero corpo? Sembra ormai del tutto esclusa la possibilità che il cadavere sia di un salentino. Non vi sono denunce di scomparsa e il cadavere, in ogni caso, deve essere stato immerso in mare e trascinato dalle correnti da molti giorni.

Il cadavere trovato nel 2013

Può esservi stato, dunque, un naufragio durante uno dei tanti transiti nel Canale d’Otranto? Non sono state ritrovate (per ora) anche barche o gommoni, ma un ipotetico scafista, che di solito viaggia con un compagno, potrebbe anche essere caduto in mare insieme a parte del carico di stupefacenti e l'altro essere fuggito.

E’ solo una delle ipotesi, e non sarebbe neanche una novità assoluta. Nel dicembre del 2013 fu trovato verso Torre Veneri il corpo scarnificato di un giovane che corrispondeva a un albanese di cui si erano perse le tracce.   

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