"Il Tacco d'Italia" messo fuori uso dagli hacker, la solidarietà e l'allarme di Ossigeno

Dopo dieci anni di uscite ininterrotte, il giornale d'inchiesta ‪‎"il Tacco dItalia" è stato messo fuori uso da un hacker. Un attacco mirato giunto mentre il quotidiano era sotto il tiro di accuse e querele per le sue coraggiose inchieste. La notte tdel 14 ottobre il sito del giornale ha subito un cyber attacco

LECCE – Dopo dieci anni di uscite ininterrotte, il giornale d'inchiesta ‪‎”il Tacco dItalia” è stato messo fuori uso da un hacker. Un attacco mirato giunto mentre il quotidiano era sotto il tiro di accuse e querele per le sue coraggiose inchieste. Nella notte tra il 14 e il 15 ottobre il sito del giornale d’inchiesta ha subito un cyber attacco che lo ha danneggiato gravemente. Da allora la redazione non è stata in grado di inserire aggiornamenti e pertanto il giornale ha sospeso le pubblicazioni. L’attacco è arrivato mentre il giornale pubblicava notizie e inchieste che hanno esposto la redazione a forti attacchi e a querele che, come altre del passato, appaiono strumentali. La giornalista Marilù Mastrogiovanni, direttrice del quotidiano, sospetta che quello del 14 ottobre sia stato un attacco mirato e perciò ha presentato alla magistratura una denuncia contro ignoti chiedendo di identificare i sabotatori.

“Da dieci anni – commenta Alberto Spampinato, direttore e fondatore di “Ossigeno per l’informazione”, l’osservatorio permanente della Fnsi e dell’Ordine dei giornalisti sui cronisti italiani minacciati e sulle notizie oscurate con la violenza – questo piccolo giornale ha combattuto e ha vinto molte battaglie. Ha dimostrato di essere un avamposto della libera informazione in Salento. È un giornale che fa la cronaca senza peli sulla lingua, analizza criticamente i fatti nell’interesse pubblico, illumina con il giornalismo investigativo i comportamenti discutibili dei pubblici amministratori e degli imprenditori”.

Ossigeno per l’informazione ricostruisce i fatti e le vicende che hanno interessato il Tacco nelle ultime settimane, tra cui l’archiviazione dell’ultima delle numerose querele di Tiziana Scarlino, figlia del boss di ‪Taurisano Pippi Calamita e moglie dell’imprenditore Gianluigi Rosafio; la richiesta di archiviazione da parte del PM della querela degli imprenditori Pasquale Muccio e Maria Domenica Rizzello, per l’inchiesta sulla speculazione edilizia a ‪Salve la richiesta di archiviazione da parte del PM della querela di Diego Della Valle (‪#Tods) per l’inchiesta sul caporalato industriale nel calzaturiero salentino e l'inchiesta da cui è scaturita l'indagine della Procura su Tap.

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Commenti (7)

  • Tutti i siti subiscono attacchi da parte di hacker direttamente o da programmi diffondono codice dannoso in modo automatico. E' molto probabile che "l'attacco" non abbia nulla a che vedere con le notizie pubblicate. Tant'è che i siti che vengono acherati appartengono a tutti i generi, sia giornalistici , sia semplici siti vetrina come quello della piccola macelleria o del sarto. La cosa è così frequente che tutti i fornitori di hosting offrono il servizio di backup che ti permette, in un paio d'ore, di ripristinare il sito alla stato in cui si trovava il giorno prima o la settimana prima. Se tutti coloro che subiscono intromissioni o danneggiamenti al proprio sito dovessero rivolgesi alla magistratura ci sarebbero file immense in tribunale.

  • Vedi Marco, mi sono accorto dell'errore che ho imputato alla fretta di scrivere su questi trabiccoli di smartphone. Ma sono stato serio e misericordioso per darti la possibilitá di esprimerti.

  • @ Marco marco....se andiamo a spulciare ancora scopriamo che magari l'avrà detta Benjamin Franklin......ma quello che conta è la sostanza. In ogni caso grazie per la puntualizzazione ma, oltre a quella, avrei preferito anche un tuo intervento in merito a questo grave episodio che considero un'attentato alle regole civili e democratiche.

    • non ho una opinione, o meglio c'è l'ho ma non credo aggiunga nulla alla discussione... ma giacché mi trovo provo a snocciolare due riflessioni, che poi sarebbero delle domande, tipo chi potrebbe aver hackerato il sito del Tacco? certo qualcuno pagato da qualcun'altro "colpito" da qualche articolo (ho esagerato con il qualc e la risposta mi sembra alquanto lapalissiana)...e mi chiedo anche ma dal 15 ottobre ad oggi è passato più di un mese, possibile che non sia stato possibile riattivare il sito? eppure credo che testi, file, ed impostazioni varie (mascherine, struttura, ecc ecc) siano ancora in possesso dei giornalisti e del webmaster...riguardo la puntualizzazione come avrà notato sono intervenuto in punta di piedi, certo sono intervenuto ed avrei anche potuto passarci sopra ma avrei potuto addirittura canzonarla,come spesso uso fare, l'errore è alquanto "marchiano", ma rispetto le sue idee (pur in taluni casi avendo una visione diametralmente opposta) e diventerei serio e misericordioso affinché le possa esprimere.

      • ahi quel "c'è l'ho" rimarrà negli annali degli errori marchiani su lecceprima... chi è senza strafalcione scagli il primo strale!

  • Il grande filosofo francese Jean Jacques Rousseau, che non aveva peli sulla lingua, e con le sue j'accuse veniva spesso querelato e minacciato anche fisicamente, disse ai suoi nemici che lui era disposto anche a farsi uccidere, pur di garantire a loro l'elementare diritto della parola. Quello che il grande Rousseau era disposto a difendere anche con la sua vita si chiama "libertà di pensiero", e rappresenta il lievito della Democrazia. Mi auguro che la Magistratura vada seriamente a fondo in questa triste vicenda e ricordiamoci che personaggi potentissimi, come un certo Richard Nixon, si sono bruciati le paxle nel tentativo di mettere un bavaglio in bocca ai giornalisti.

    • non vorrei fare il professorino di turno ma la frase che lei riporta mi pare fosse stata attribuita a Voltaire, che fu contemporaneo di Rousseau e con il quale ebbe un ampio carteggio; in realtà sembra che neanche Voltaire l'abbia mai pronunciata o scritta, e che la sua attribuzione si debba ad una scrittrice inglese Evelyn Beatrice Hall che virgolettò tale frase in un libro in cui scriveva di Voltaire

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