Il Tribunale di Lecce si rifà il look con i 700mila euro del ministero

Interventi sulla facciata e sulla centrale termica in viale de Pietro. Ma l’idea della “Cittadella della giustizia” non tramonta

Cambierà faccia il tribunale di viale de Pietro. Il Ministero della Giustizia ha stanziato 700mila euro per i lavori nell’immobile dove ha sede la giustizia penale. In particolare, 400mila euro serviranno a rimuovere i calcinacci a rischio caduta e a risanare i ferri della facciata, e altri 300mila euro saranno investiti in interventi di rifacimento di tutto l’impianto termico che inizieranno già dalla prossima settimana. Ma il progetto di una struttura nuova, la cosiddetta “Cittadella della giustizia”, non è stato messo nel cassetto. Anzi. Il presidente della Corte d’Appello Roberto Tanisi e il procuratore  generale Antonio Maruccia, il 31 ottobre, si recheranno a Roma proprio per affrontare la questione de visu con il Guardasigilli Alfonso Bonafede.

Finalmente, però, qualche risultato è stato raggiunto in casa, proprio a seguito delle numerose istanze inviate al Palazzo di via Arenula, dallo stesso Tanisi, sin dal momento del suo insediamento avvenuto nel settembre del 2017. E tra le richieste più importanti finora accolte dal Ministero c’è quella di una verifica sulla statica e sulla vulnerabilità sismica di un edificio, quale quello di viale de Pietro, che prima dell’accorpamento delle sette sezioni distaccate (nel 2013) ospitava un’utenza inferiore.

WhatsApp Image 2018-10-13 at 12.12.48-2La battaglia finalizzata a risolvere le problematiche logistiche e sulla sicurezza che da troppi anni ormai affliggono la giustizia salentina non è certo iniziata oggi: era il febbraio 2014, quando l’Ordine degli avvocati di Lecce si rese protagonista di uno sciopero storico, per durata e modalità, rivolto soprattutto a dare eco nazionale proprio a quelle problematiche. E ancora oggi l’avvocatura continua a far sentire la propria voce, attraverso la presidente Roberta Altavilla, con ripetute sollecitazioni in più direzioni affinché si possa lavorare dignitosamente e senza rischi. Non resta che attendere quale sarà l’esito delle verifiche degli esperti incaricati dal Ministero, ma al momento quelle svolte dall’ingegnere Ippazio Morciano, (responsabile della sicurezza dell’immobile), hanno escluso pericoli imminenti.

Intanto, già dalla prossima settimana, inizieranno gli interventi di rifacimento dell’impianto termico e alla fine del mese, quegli sulla facciata del Palazzo. La  somma erogata per questi ultimi, però, non è sufficiente a coprire i costi per la copertura dei fori. Stando al progetto iniziale, quindi, l’effetto sul piano estetico, sarebbe persino peggiorativo per l’edificio, che risulterebbe simile a una gruviera. Non è escluso, tuttavia, che si raggiunga un accordo con la ditta interessata ai lavori, procedendo solo alla eliminazione dei calcinacci più pericolosi e alla successiva copertura dei fori. Questo comporterà anche la rimozione delle transenne poste all’esterno proprio in corrispondenza delle zone a rischio caduta, con una maggiore godibilità degli spazi all’entrata principale. Ma non finisce qui. Sempre a partire dai prossimi giorni saranno messi a norma anche gli estintori e sono in programma anche opere di tinteggiatura di tutti gli interni.

Ha espresso soddisfazione il presidente Tanisi che ha precisato: “Gli obiettivi da raggiungere sono ancora tanti. Qualcosa, però, negli ultimi tempi è stata fatta: l’aula magna è stata rimessa a nuovo, ora ha un nuovo impianto di amplificazione, attrezzata di schermi e proiettori, come pure la biblioteca, allestita come una piccola aula conferenze con 50 sedie e con un impianto di amplificazione”.  

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