Impiegato comunale finisce a giudizio con l'accusa di violenza sessuale

L'uomo, un 64enne, avrebbe molestato una donna che aveva raggiunto gli uffici comunali per il disbrigo di una pratica

LECCE – Violenza sessuale, questa la grave accusa da cui dovrà difendersi un 64enne originario di Gallipoli. L’uomo è stato rinviato a giudizio dal gup Carlo Cazzella al termine dell’udienza preliminare. Il processo nei suoi confronti si aprirà il primo aprile dinanzi ai giudici della prima sezione.

Il 64enne, un dipendente del Comune di Alliste, avrebbe molestato una donna che aveva raggiunto gli uffici comunali per il disbrigo di una pratica. In particolare, secondo l’ipotesi accusatoria, l’imputato avrebbe, nonostante il tentativo della donna di divincolarsi, toccato la 54enne sulle cosce e nelle parti intime. I fatti sarebbero avvenuti il 31 luglio del 2014. A dare avvio alle indagini è stata proprio la denuncia della presunta vittima, assistita dall’avvocato Fabio Ruberto, che si è costituita parte civile avanzando una richiesta risarcitoria di alcune decine di migliaia di euro.

Il 64enne, assistito dall’avvocato Massimiliano Petrachi, ha sempre respinto ogni accusa. Potrà ora dimostrare in sede dibattimentale la propria innocenza.

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Commenti (4)

  • Sono d'accordo con La Voce.......specialmente con le ultime righe scritte....Ma se il fatto fosse vero...beh....eviterei anche di chiamarlo uomo uno così.

  • Quando si entra in un ufficio pubblico uno per volta ed i muri non hanno vetri, se non quelli della finestra che mena sulla pubblica via o in uno spiazzo adibito a parcheggio, è troppo facile per il cittadino, specialmente se donna e non accompagnata, non ottenendo ciò che chiede perché impossibile averlo, strapparsi i vestiti e correre nel corridoio gridando di essere stata violentata!... Una donna per bene e che non lascia intendere di essere consenziente, al primo avance minimo tira un sonorosissimo sganassone al malcapitato molestatore e se ne va indignata sbattendo, magari, la porta e non va subito dall'avvocato per chiedere una sostanziosa somma risarcitoria a meno che lo scopo era proprio quello di creare un incidente, vero o falso è tutto da dimostrare davanti ai giudici, per spillare del denaro allo sprovveduto impiegato. Qui non voglio essere l'avvocato difensore del dipendente comunale, però ricordo un fatto di un mio amico che mi diceva: se una donna è seria ed onesta e la chiami pu....... questa ti getta uno sguardo di commiserazione e tira dritta per la sua strada, se, invece, una donna facile la si chiama pu....... stanne pur certo che ti denuncia e forse chiede pure i danni.Ad majora

    • se ha messo le mani dove non doveva e' giusto che paghi il Danno alla Donna . se poi la Donna era vestita con abiti sexi ci puo' ess un attenuante ma comunque le mani se non vi e' almeno un parziale consenso, vanno tenute apposto

  • Se a sbagliato e giusto che paghi ameno che la donna non vuole incastrallo

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