Imprenditore indagato per spaccio, il Riesame gli restituisce 55mila euro

Un mese fa, in casa dell’uomo i carabinieri trovarono 58 grammi di marijuana e denaro, finito poi sotto sequestro perché ritenuto frutto di attività illecita

OTRANTO - “I soldi sono frutto di lecita e dichiarata attività d’impresa. Attività circa la quale esistono dichiarazioni fiscali e corrispettivi facilmente riscontrabili”, si era difeso così U.L., l’imprenditore 51enne di Otranto, dopo che i carabinieri trovarono nel suo appartamento 58 grammi di marijuana custoditi in un barattolo, all’interno di un mobile, e 55mila euro in contanti, ritenuti guadagno dell’attività di spaccio.

L’indagato ha cercato di far valere le sue ragioni davanti al Tribunale del Riesame, al quale si era rivolto attraverso l’avvocato difensore Carlo Caracuta, e i giudici della Libertà nei giorni scorsi hanno accolto il ricorso, restituendogli il denaro sequestrato.

L’episodio risale a due mesi fa, quando i militari della sezione operativa della compagnia di Maglie, assieme ai colleghi cinofili di Modugno, fecero un controllo in casa del 51enne. Che, come detto, ha sempre negato le accuse, sostenendo anche di aver consegnato lui stesso la marijuana “acquistata molto tempo addietro ed assolutamente priva di principio attivo" e che i 41 grammi di hashish trovati nel garage gli fossero stati attribuiti erroneamente.

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