Imprenditore salentino nei guai: finanza recupera mezzo milione di euro

Un 54enne di Supersano, condannato a 4 anni di reclusione, si è visto confiscare beni immobili. Aveva truffato lo Stato per ottenere finanziamenti pubblici

LECCE – Beni per oltre mezzo milione di euro: è il risultato dell’operazione messa in atto dalla guardia di finanza di Maglie che ha sequestrato parte del patrimonio immobile di un imprenditore di Supersano.

Il 54enne Martino Congedi è accusato di truffa allo Stato finalizzata ad ottenere finanziamenti pubblici di derivazione nazionale e comunitaria. Le fiamme gialle leccesi gli hanno così confiscato due appartamenti, un ufficio, un’autorimessa e un opificio industriale, con terreno di pertinenza.

È questo l’epilogo di una complessa indagine dei finanzieri di Maglie nei confronti dell’imprenditore, rampollo di famiglia succeduto al padre agli inizi degli anni Ottanta, che per molto tempo ha operato nel settore della realizzazione di reti fognarie e idriche per conto dell’Acquedotto pugliese e nella costruzione di strade nel Sud del Salento.

Agli inizi degli anni Duemila, grazie agli incentivi per le aree depresse previsti dal 18esimo bando del “settore industria”, bando speciale ambiente della legge 488 del 1992, ha avanzato al Mise istanza di finanziamento per un impianto di frantumazione e recupero di materiali provenienti da demolizione e scavi, ufficialmente funzionante ma, di fatto, mai ultimato.

Il finanziamento di un milione di euro, che era stato inizialmente richiesto da una ditta intestata all’imprenditore, venne poi trasferito a una seconda impresa. Questa società capitali, amministrata dall’interessato, nel presentare la richiesta di erogazione delle due tranches di contributo a stato di avanzamento lavori, ha rendicontato tra i costi anche fatture relative a operazioni inesistenti.  Fatture emesse, peraltro, da aziende compiacenti o riconducibili allo stesso imprenditore.

Le operazioni della finanza, nel 2009, hanno permesso di bloccare l’erogazione della seconda tranche del finanziamento approvato dal ministero dello Sviluppo economico e, contestualmente, di sottoporre a sequestro preventivo beni immobili per 500 mila euro; valore equivalente all’importo che l’imprenditore aveva già incassato nell’agosto del 2006.

Per l’imprenditore sono quindi scattate le manette: all’esito dei tre gradi di giudizio, infatti, è stato condannato a 4 anni di reclusione - oltre alle pene accessorie - con la conseguente confisca dei beni immobili che saranno definitivamente acquisiti al patrimonio dello Stato, in esecuzione della sentenza della Corte d’appello di Lecce. L'arresto fu eseguito ad aprile dai carabinieri della stazione di Ruffano.

Potrebbe interessarti

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (9)

  • La gente sporca non trovera mai l'aqua per lavarsi perche prima o poi trovera sempre le fontane chiuse questo mi ven da dire a questo signore

  • Il problema, ovviamente al netto della furbizia di alcuni, è anche nel meccanismo. Io ottengo il finanziamento per costruire X solo rendicontando le spese. L'ente erogatore del finanziamento si concentra solo sulle carte, ovvero presta attenzione solo al fatto che le spese siano rendicontate e non presta attenzione se alla fine X è stato costruito. Se il meccanismo fosse io ti do i soldi solo se te alla fine hai costruito X, altrimenti nulla. Con questo meccanismo semplice e di merito non burocratico non si potrebbero rubare soldi. Invece come sempre si presta attenzione alla carta giustificatrice e non al valore creato (o non creato). Questo ovviamente senza giustificare i ladri, ma dove c'è burocrazia c'è corruzione e non trasparenza.

    • Se a trattare l'applicazione delle varie Misure comunitarie, regionali, statali, o come spesso accade, con la compartecipazione di più enti, sono istituzioni serie, il procedimento di assegnazione dei fondi non funziona affatto come lei afferma. Per prima cosa la Ditta presenta un progetto, a cura di un tecnico specializzato ed iscritto all'albo professionale. Questo progetto viene vagliato ed inserito in una graduatoria, visto che i fondi sono spesso limitati. Successivamente e a seguito di uno o più sopralluoghi dei tecnici dell'ente concessionario, viene erogata una prima trance, che nel caso specifico era probabilmente del 50%. A questo punto deve essere successo qualcosa che ha bloccato l'iter di concessione. Probabilmente l'Ente erogatore ha constatato che le opere in progetto non erano state effettuate o lo erano state solo in parte, oppure qualche evento ha attivato l'azione della Guardia di Finanza, con tutto ció che ne è conseguito. In ogni caso qualsiasi progetto che ha usufruito di fondi pubblici deve alla fine subire un collaudo tecnico, da parte dei tecnici collaudatori dell'Ente che ha istruito la pratica. Se il collaudo non ha buon fine scatta la denuncia e l'iter di recupero delle somme erogate.

      • E' il se che fa la differenza e soprattutto qui stiamo parlando dii fondi già erogati ed incassati, quindi gli enti erogatori avevano già valutato positivamente il primo SAL, dopo ciò è intervenuta la GdF, quindi questo vuol dire che l'imprenditore ha rubato e l'ente erogatore probabilmente non ha controllato bene se il progetto era realmente stato realizzato, ma si è accontentato delle pezze giustificative riguardanti il primo SAL.

    • Se il finanziamento serve PER costruire X, non ha senso dare i soldi DOPO che l'imprenditore ha costruito. Non credi? E poi considera che è vero che ci sono imprenditori che si fregano i soldi dello Stato, ma è vero anche che ci sono tanti imprenditori onesti per i quali quei finanziamenti preventivi sono l'unica possibilità di creare e mantenere l'impresa e i suoi posti di lavoro. Queste cose (buone) però, non escono sui giornali e le persone sono portate a credere che tutti i finanziamenti vanno a persone che se li intascano.

      • Se uno rendiconta vuol dire che il finanziamento viene erogato comunque alla fine, ad eccezione di alcune volte in cui è possibile chiedere un anticipo (massimo del 40% in genere) dietro presentazione di fideiussione. A volte per incassare il finanziamento ci vogliono 4-5 dopo la fine del progetto e non perché X non è stato realizzato, ma perché non ci sono le pezze amministrative giustificative che sollevino l'ente pubblico erogante da ogni responsabilità. Nessuno guarda se X è stato realizzato, l'importante è che ci sia una montagna di carte, il che agevola i furbi.

        • E il collaudo finale dell'intero progetto a cura dei tecnici ispettori dell'Ente erogante? Suvvia, non scherziamo!

  • Finalmente una notizia di conforto per i comuni mortali!!!

  • Bello vivere con i soldi degli altri.

Notizie di oggi

  • Attualità

    Papa Francesco sulla tomba di don Tonino Bello: “Al primo posto la dignità del lavoratore”

  • Attualità

    Circa 13mila fedeli all’alba: quando il piano sicurezza e l’organizzazione funzionano

  • Attualità

    Bandiere, striscioni e palloncini: “invasione” di bambini e ragazzi ad Alessano

  • Incidenti stradali

    Autista di pullman pieno di studenti viene colto da malore: collisioni a catena

I più letti della settimana

  • Autista di pullman pieno di studenti viene colto da malore: collisioni a catena

  • Esplosione dentro il vecchio hotel comprato all'asta. Sventrate le pareti: è inagibile

  • Spari nel centro abitato di Surbo: cinque colpi sull'auto di una donna

  • Doppio assalto all'Aci, scacco alla banda: quattro arresti all'alba

  • L'inseguimento diventa scorta in ospedale: nell'auto un uomo in arresto cardiaco

  • Accusato di omicidio stradale un 39enne: nell'impatto morto ex sindaco

Torna su
LeccePrima è in caricamento