In appello cade l'accusa di bancarotta fraudolenta, assolti con formula piena

In primo grado i coniugi, ex titolari di un'azienda tessile, erano stati condannati a 5 anni e mezzo. Sentenza poi ribaltata

LECCE – Assoluzione con formula piena in appello per una coppia di Monteroni di Lecce accusata di bancarotta fraudolenta aggravata dal numero di episodi e dall’entità del danno. In primo grado i giudici hanno condannato Mario Cucurachi e Patrizia Favale a cinque anni e mezzo di reclusione ciascuno. Nel processo d’appello il sostituto procuratore generale Nicola D’Amato ha chiesto per entrambi la condanna a 4 anni e mezzo, ma i giudici (presidente Nicola Lariccia) hanno condiviso in pieno la tesi difensiva degli imputati, assistiti dagli avvocati Francesco Tobia Caputo, Massimo Manfreda e Viviana Labbruzzo, assolvendoli perché il fatto non sussiste.

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La vicenda giudiziaria ruota attorno al fallimento, avvenuto nel 2004, dell’azienda “Euroconfezioni srl”, attiva nel settore del confezionamento di capi d’abbigliamento commissionati da prestigiosi marchi o catene della grande distribuzione. Secondo l’accusa gli imputati avrebbero distratto beni dell’azienda per evitare che finissero nelle mani dei creditori. Accuse, come detto, confutate dalla difesa attraverso riscontri e prove documentali, e cadute in appello.

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