In casa pistole, 85 proiettili e bossoli: 40enne torna in libertà

Durante l’interrogatorio col giudice, Volpi ha chiarito la provenienza delle armi rinvenute due giorni fa dai carabinieri: “E’ tutto in regola”

COPERTINO - Ha spiegato di avere un regolare porto d’armi per uso sportivo, di aver ereditato una delle due pistole trovate nella sua abitazione dai carabinieri e che la canna di 9 centimetri, ritenuta sospetta, è venduta in dotazione proprio con una di queste armi.

Si è difeso così Ferdinando Volpi, il 40enne di Copertino ai domiciliari da due giorni con l’accusa di detenzione di armi clandestine.

Lo ha fatto questa mattina davanti al giudice Edoardo D’Ambrosio, alla presenza dell’avvocato difensore Laura Alemanno. Ed è proprio all’esito dell’interrogatorio, durante il quale il 40enne ha spiegato inoltre che il quantitativo di proiettili e le munizioni rinvenute dai militari corrisponde al limite previsto dalla legge, che il giudice gli ha restituito la libertà, imponendogli l’obbligo di presentarsi ai carabinieri.

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