Cospargono l'auto di un cuoco di liquido infiammabile e la incendiano

Ancora un rogo doloso a Gallipoli. I carabinieri visioneranno i filmati dell'area demaniale. Quasi del tutto distrutta una Mercedes Clk

GALLIPOLI – Le fiamme sono divampate attorno alle 22 di sera. E ben poco s’è salvato di una Mercedes Clk, posteggiata nell’area del molo foraneo di Gallipoli, proprio a ridosso delle mura del borgo antico. Al di sopra, passa la riviera Cristoforo Colombo. Atto doloso, secondo quanto riferito dai vigili del fuoco del distaccamento locale, arrivati poco dopo sul posto. C’erano ancora tracce di liquido infiammabile. E ora, sono in corso le indagini per cercare di risalire agli autori del danneggiamento ed eventualmente al movente.

La vettura è di proprietà di A.G., un cuoco 60enne che esercita nel centro storico. E i carabinieri della stazione di Gallipoli visioneranno a breve i filmati delle telecamere della portuale. L’incendio è divampato non lontano dall’ex Ufficio leva della Capitaneria di porto. E l’area demaniale è notoriamente videosorvegliata, come ben avvisano vari cartelli. Insomma, chi ha agito doveva assolutamente esserne consapevole, per cui si suppone che abbia camuffato al meglio il volto, prima di avvicinarsi alla Mercedes e incendiarla.  

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Risale ad appena una ventina di giorni addietro un altro incendio, di proporzioni ancor più devastanti, nel borgo antico della Città Bella. La notte fra il 9 e il 10 gennaio, come ben si ricorderà, sono andate a fuoco tre autovetture parcheggiate in via Briganti, accanto alla facciata dell’omonimo palazzo storico, che a sua volta ha risentito del riverbero delle fiamme. Quella stessa notte, nella vicina Alezio, erano anche state prese di mira  due attività di agenzia funebre.

Sono tutti episodi che destano inquietudine, tanto che nei giorni seguenti la senatrice Teresa Bellanova ha anche presentato un’interrogazione rivolta al ministero dell’Interno. Anche se il fenomeno, ovviamente, non si può circoscrivere solo a Gallipoli e dintorni. Incendi di autovetture si verificano da anni, ormai, in ogni città e paese del Salento. Ma molto raramente dietro c'è la malavita. Nella maggior parte dei casi, è il metodo più "semplice" di risoluzione di conflitti di natura personale.  

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Commenti (6)

  • Nicola inizia a nn venirci tu. Poiché è evidente che nn centra la bellezza della città del suo mare e dei suoi lidi con gli atti vandalici di qualche squilibrato che cmq esistono dappertutto in ogni paese di provincia e non solo vedi ultime notizie su lecceprima sul fenomeno. Nn abbiamo un'anima brutta poiché la stragrande maggioranza di chi vive a Gallipoli a reso GRANDE la città lavorando e sodo anche. per tanto qualcuno parlando di Gallipoli deve parlare della perla dello Jonio della città Bella distinguendo prendendo le distanze da questi atti criminosi come del resto lo fa tutta la cittadinanza gallipolina onesta che è sicuramente la netta maggioranza

    • Questa mi piace : "atto vandalico di qualche squilibrato" i direi meglio, incendio messo in atto da criminali, che purtroppo non si riesce a mandare in galera. Sembra che sia molto difficile "acciuffarli". Secondo me l'ennesima auto difettosa che si autoincendia e viene mandata in Salento

    • "a reso grande"... forse il problema è che si lavora sodo ma non si va a scuola! :)

  • Cari turisti , andate ad altri lidi , non andate a Gallipoli, la città bella con un’anima brutta

  • Tanto, quand'anche venissero individuati cosa mai rischierebbero? E' già tanto non venisse disposta l'archiviazione per particolare tenuità del fatto.

  • La città....bella!!!

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