Inchiesta su presunto voto di scambio a Gallipoli, sentito ex consigliere comunale

Oggi è stato sentito, come persona informata sui fatti, l'ex consigliere comunale Giancarlo Padovano, non eletto a giugno scorso

LECCE – Continua a muovere i propri passi l’inchiesta sulla presunta compravendita per influenzare le elezioni amministrative dello scorso giugno a Gallipoli. Oggi è stato sentito, come persona informata sui fatti, l’ex consigliere comunale Giancarlo Padovano, che nell’ultima tornata elettorale era capolista di Gallipoli Popolare, una lista civica a sostegno del candidato sindaco Sandro Quintana. Sull’ascolto di Padovano, non eletto nell’ultimo consiglio comunale, gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo. Continuano, intanto, gli accertamenti e le acquisizioni da parte dei militari del Nucleo di polizia giudiziaria della guardia di finanza di Lecce, guidati dal colonnello Francesco Mazzotta, titolare dell’indagine che dovrà scandagliare a fondo il passato recente della vita politica gallipolina per stabilire eventuali illeciti e brogli. A coordinare l’inchiesta, tanto complessa quanto delicata, il procuratore della Repubblica Antonio De Donno. Sarebbero sette al momento i nomi iscritti nel registro degli indagati, ma l'inchiesta potrebbe allargarsi.

Il sospetto, saranno le indagini a trovare eventuali riscontri, è che qualcuno abbia stanziato un cospicuo budget per “influenzare” il voto per l’elezione del sindaco nel ballottaggio dello scorso 19 giugno. Un “deus ex machina” (un politico di lungo corso secondo alcune indiscrezioni) che, avvalendosi di figure politiche e galoppini pronti ad agire sul campo, avrebbe cercato di spostare l’ago della bilancia delle elezioni. Cinquanta euro o altri piccoli “benefit” per un voto, questo il sospetto, documentato con tanto di foto realizzata con lo smartphone. A dare avvio all’inchiesta la denuncia di un pregiudicato ai carabinieri di Gallipoli, corredata da foto e registrazioni.

Fu Stefano Minerva a essere nominato ufficialmente il nuovo sindaco di Gallipoli il 25 giugno, dopo giorni di polemiche, accuse tra schieramenti contrapposti, conteggi e verifiche. A decretare la vittoria del candidato del Pd e del Centrosinistra nel turno di ballottaggio furono 5.810 voti (pari al 51,23 per cento), con uno scarto di sole 280 preferenze sul candidato di Gallipoli Futura, Flavio Fasano.

L’inchiesta sta suscitando reazioni e commenti diversi a Palazzo Balsamo: “Ci auguriamo che venga fatta luce su quanto riportato dalla stampa – il commento del sindaco Stefano Minerva sulla sua pagina Facebook –. Episodi di questo tipo offuscano quella che è la buona politica e mettono in secondo piano tutto quello che di buono a Gallipoli si sta facendo. Perciò fiduciosi aspettiamo che la situazione venga chiarita quanto prima e ci auguriamo che i colpevoli ne paghino le conseguenze”. Anche il vice presidente del consiglio comunale Sandro Quintana affida ai social il suo pensiero, citando la nostra testata: “Al di là che tutti confidiamo nel buon lavoro della magistratura leccese, affinché si faccia luce su questa vicenda al più presto, al sottoscritto ora sorge un dubbio...Questo pregiudicato citato nell'articolo di LeccePrima per chi ha fatto la campagna elettorale e affisso manifesti? Per il Candidato Sindaco Quintana? Per Provenzano? Per Minerva o per Fasano? E soprattutto siamo sicuri che non sia stata qualche manovra di qualche candidato che ora grida allo scandalo affetto ancora da sindrome rancorosa?”. Più caustico l’avvocato Flavio Fasano: “Noi confidiamo nell'azione della magistratura, come sempre. Vorremmo vedere se anche "altri" adesso usciranno affermando ciò!”.

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