Inchiesta sugli alloggi popolari, lungo interrogatorio per Monosi. Chiarito ogni aspetto

Un lungo interrogatorio in cui, attraverso riscontri documentali (delibere e regolamenti) e ricostruzioni precise e dettagliate, ha chiarito l'iter procedurale seguito nel guazzabuglio degli alloggi popolari dall'insediamento, avvenuto nel 2013. Dinanzi agli uomini del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, è comparso l'assessore Attilio Monosi

LECCE – Un lungo interrogatorio in cui, attraverso riscontri documentali (delibere e regolamenti) e ricostruzioni precise e dettagliate, ha chiarito l’iter procedurale seguito nel guazzabuglio degli alloggi popolari dall’insediamento, avvenuto nel 2013.

Dinanzi agli uomini del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, su delega del pubblico ministero Antonio Negro, è comparso l’assessore Attilio Monosi, uno degli indagati nell’ambito dell’inchiesta relativa alla gestione delle case popolari che, nei giorni scorsi, ha già portato a perquisizioni e sequestri di atti e pc (già dissequestrati e restituiti).

In quasi dodici ore (anche per motivi meramente tecnici e alcuni imprevisti dovuti al temporale che si è abbattuto sulla città) Monosi, accompagnato dal suo legale, l’avvocato Riccardo Giannuzzi, ha risposto in maniera dettagliata e precisa a tutte le domande dei finanzieri, fornendo un importante contributo alla ricostruzione dei fatti. In particolare ha evidenziato il fatto che si sia adoperato sin da subito per risolvere il grande caos trovato nel delicato istituto, dettando regole ben precise attraverso delibere e regolamenti che hanno, di fatto, tolto ogni discrezionalità ai criteri di assegnazione degli alloggi popolari (seguendo le rigide direttive delle leggi regionali).

“E’ stato un interrogatorio collaborativo – ha spiegato l’avvocato Giannuzzi – in cui abbiamo chiarito ogni cosa, per cui siamo soddisfatti e sereni, tanto da attendere con piena fiducia il lavoro della magistratura e l’esito delle indagini.”

Nell’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Antonio De Donno e dal sostituto procuratore Antonio Negro, compaiono i nomi del vice presidente del consiglio comunale, Antonio Torricelli (del Pd); degli assessori Attilio Monosi e Luca Pasqualini, e del dirigente Pasquale Gorgoni. Contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, abuso, corruzione e falso. Nomi che si sono aggiunti a quelli di tre dipendenti dell'ex Istituto autonomo case popolari.

A dare avvio all’inchiesta l’esposto presentato nell’aprile del 2012 dagli esponenti del Pd Fabrizio Marra, Antonio Rotundo e Teresa Bellanova, alla fine di una campagna elettorale molto accesa nella quale il tema dell'emergenza abitativa aveva scatenato aspre polemiche. Un anno dopo le prime acquisizioni della finanza, proseguite nei giorni scorsi. 

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