Inchiesta sugli appalti alla Asl di Brindisi, cinque assoluzioni in abbreviato

Tra loro anche l'ex direttore generale, Rodolfo Rollo, e l'ex direttore amministrativo, Alfredo Rampino, entrambi leccesi

LECCE – Si è chiuso con l’assoluzione il giudizio abbreviato per cinque ex dirigenti della Asl di Brindisi coinvolti nell’inchiesta sui presunti illeciti legati agli appalti dell’Azienda sanitaria. Tra loro anche due leccesi. Il gup del Tribunale di Brindisi, Giuseppe Biondi, ha assolto Rodolfo Rollo, 54enne di Cavallino, all’epoca dei fatti direttore generale della Asl di Brindisi, accusato di abuso d’ufficio e turbativa d’asta, assistito dall’avvocato Massimo Manfreda, per cui l’accusa ha chiesto una condanna a sei mesi di reclusione. Assoluzione anche per Alfredo Rampino, 66enne leccese.

Rollo, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato “istigatore e determinatore” con Rampino e il coinvolgimento di altri due imputati, di irregolarità nella gara aggiudicata alla Bio.Sal Scarl per l’attività di supporto alla gestione dei flussi informatici dei centri di spesa e l’adeguamento del protocollo informatico aziendale.

Alfredo Rampino, ex direttore amministrativo della Asl di Brindisi, assistito dagli avvocati Massimo Manfreda e Viviana Labbruzzo, era imputato anche con l’accusa di aver partecipato all’associazione per delinquere: il pubblico ministero aveva chiesto la condanna alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione. Nel capo di imputazione era stata contestata la “costituzione e la promozione” del sodalizio finalizzato al “compimento di una serie indeterminata di delitti e in particolare reati contro la pubblica amministrazione, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, peculato, turbativa d’asta e falso in atto pubblico”

In 46, tra funzionari e impiegati dell’Azienda sanitaria, imprenditori, sono imputati nel processo ordinario pendente davanti al Tribunale di Brindisi, dopo la riunione dei tre filoni partiti secondo tempistiche differenti. Parti civili sono la Asl e la Regione Puglia.

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I processi scaturiscono dalla conclusione dell’inchiesta chiamata Virus – Mercadet, condotta dai carabinieri del Nas di Taranto e della guardia di finanza di Brindisi, sfociata nell’esecuzione di 22 ordinanze di custodia cautelare, il 12 novembre 2013. I reati a vario titolo contestati sono associazione per delinquere turbativa d’asta, utilizzazione di segreti d’ufficio, falso e peculato.

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