Incidente a Roma: muore appuntato di Melendugno

Un tragico incidente è avvenuto nella tarda serata di ieri nella capitale. Sergio Montinaro, 36enne, carabiniere, viaggiava verso Frascati a bordo del suo scooter. Era sposato ed aveva una figlia

L'arteria stradale lungo la quale è avvenuto il drammatico schianto.
Un tragico incidente mortale è avvenuto nella tarda serata di ieri a Roma. A perdere la vita Sergio Montinaro, 36 anni, di Melendugno. Nell'hinterland di comuni a ridosso della capitale in servizio presso il Centro Tecnico dei carabinieri della Banca d'Italia Roma-Vermicino. Si era arruolato nel corpo dell'Arma giovanissimo e ha trovato la morte nella serata di ieri, intorno alle 20,10. Secondo la ricostruzione affidata agli agenti della polizia stradale di Albano Laziale diretti dall'ispettore Fabio Lenti, Montinaro rientrava a casa dopo aver disputato una partita a calcetto con alcuni amici, conclusa alle 20 in punto, a poca distanza dal suo luogo di lavoro.

Tornava a Zagarolo, dove risiedeva, da circa 10 anni, in via Verdi, al civico 11: ad attenderlo la moglie Maria Angela Piconese e la figlioletta, di appena 8 anni. Si trovava alla guida del suo scooter, un Suzuki Burgmann 650, con il casco regolarmente allacciato. Dopo aver superato il cavalcavia dell'autostrada Roma-Napoli, aveva imboccato uno svincolo e percorreva un lungo rettilineo sulla provinciale che collega Frascati con Roma, in territorio di Frascati. La tragedia si è consumata su una strada trafficata e ben illuminata all'altezza del "Fast Hotel", molto noto in zona.

Dai rilievi compiuti dagli agenti della stradale, proprio in quei terribili istanti, dall'altra parte della carreggiata, aveva fatto sosta un pullmino privato addetto al trasbordo di turisti, dal quale erano scesi tre giovani, due irlandesi ed un inglese. A quanto pare, il giovane del Regno Unito avrebbe attraversato la strada per raggiungere l'hotel e non si sarebbe accorto del concomitante transito dell'appuntato leccese. Montinaro ha cercato di frenare ed evitare l'impatto.

Gli agenti hanno ritrovato sull'asfalto i segni neri lasciati dalle ruote, ma l'impatto è stato inevitabile. Montinaro ha strisciato sulla strada prima di incominciare una tremenda carambola: avrebbe urtato contro il marciapiede di destra, poi contro un paletto in metallo, di sostegno ad alcuni fili elettrici, infine contro un palo dell'illuminazione pubblica. Impatto, quest'ultimo, tremendo. Agghiacciante lo scenario che si è presentato agli agenti della stradale. Lo scooter è stato ritrovato a circa 30 metri dal corpo di Montinaro. Sul posto anche i sanitari del 118 che hanno provveduto ad accompagnare il giovane turista inglese presso l'ospedale "San Sebastiano" di Frascati. Le lesioni e le ferite guariranno in poco più di una settimana.

Le condizioni dell'appuntato Montinaro sono apparse da subito gravissime. Il tentativo, sul posto, di strapparlo alla morte con l'ausilio di un defibrillatore non è servito ed il 36enne appuntato è deceduto dopo pochi minuti. Il magistrato di turno della Procura di Velletri non ha dato il nullaosta per il rientro della salma nel Salento, incaricando il medico legale Domenico Cantucci di effettuare un esame necroscopico sul corpo di Montinaro, prevista per il pomeriggio di domani.

Conclusa l'autopsia, la salma verrà consegnata ai famigliari. I carabinieri di Melendugno, guidati dal maresciallo Marcello Martina, intorno alle 23,30 di ieri sera, hanno avuto la triste incombenza di avvisare i genitori, il padre, Luigi,in pensione, ex-falegname e la madre, Maria Petrachi, che risiedono in via Ugo La Malfa, nella zona della 167. Aveva tre fratelli, Massimiliano e i gemelli Ludovico e Graziano. Sconcerto, tanta incredulità tra la comunità del comune sud-salentino: Montinaro, d'estate, ritornava sempre nel Salento ed era conosciuto come una persona mite e solare.

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