Due rinvii a giudizio e due proscioglimenti per l'incidente in cui morì un 16enne

Si è conclusa con due proscioglimenti e altrettanti rinvii a giudizio l’udienza preliminare nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Francesco Brandolino, il ragazzo di appena 16 anni deceduto la mattina del 28 ottobre 2014 lungo la litoranea che collega Mancaversa (marina di Taviano) a Gallipoli, all’altezza di Lido Pizzo

LECCE – Si è conclusa con due proscioglimenti e altrettanti rinvii a giudizio l’udienza preliminare nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Francesco Brandolino, il ragazzo di appena 16 anni deceduto la mattina del 28 ottobre 2014 lungo la litoranea che collega Mancaversa (marina di Taviano) a Gallipoli, all’altezza di Lido Pizzo. Il giovane si trovava a bordo del suo scooter Piaggio Nrg di colore verde quando perse il controllo del motociclo. Fatale si rivelò l'impatto con un dosso provocato dalle radici di un pino. Fu proprio quell’ostacolo imprevisto a fagli perdere l'equilibrio, facendolo scontrare contro un cartello stradale e poi precipitare violentemente sul manto stradale.

Il gup Stefano Sernia ha rinviato a giudizio Luigi Donno, 77enne di Racale, titolare della proprietà prospiciente la strada, che aveva “il dovere di segnalare la percepibile situazione di pericolo all’ente proprietario della strada”. A processo anche Cosimo Stefanì, 63enne di Gallipoli, capocantoniere, “cui la normativa di settore e l’organizzazione interna dell’ufficio provinciale competente alla manutenzione delle strade affidava i compiti di controllo e rilievo delle condizioni delle strade, al fine di attivare gli interventi di competenza del superiore ufficio”. Il gup ha inoltre disposto l’invio degli atti alla Procura affinché proceda per il reato di omicidio colposo per “i responsabili, in seno alla Provincia di Lecce, della predisposizione del progetto di bilancio per l’anno 2014 ed alla sua approvazione da parte della Giunta, nella parte in cui non prevedeva fondi adeguati per la manutenzione delle strade di proprietà di detto ente”.

Non doversi procedere, perché il fatto non costituisce reato, per Franco Barriera, 55enne di Lequile, e Ottavio Vadrucci, 55enne di Nociglia, sulla cui assenza di responsabilità il giudice Sernia ha richiamato le memorie difensive depositate dai legali dei due, gli avvocati Francesco Spagnolo e Luigi Corvaglia. I due penalisti hanno dimostrato, al di là di ogni ragionevole dubbio, come non sia possibile contestare alcun comportamento omissivo ai loro assististi. La causalità dell’evento deve quindi esser attribuita a chi non ha provveduto a informare gli uffici competenti ( e di conseguenza Barriera e Vadrucci) affinché si attivassero a eleminare quel dosso artificiale. Nessuna segnalazione, scrive il gup, è stata mai inviata a Barriera (che aveva inoltre segnalato la mancanza di fondi per la manutenzione). Analoga la posizione del Vadrucci, con compiti di mero supporto al capocantoniere, e cui non è mai stato affidato il compito di vigilare o eseguire controlli su quel tratto di strada. 

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