Ferita infetta e insufficienza respiratoria: dopo autopsia sulla 42enne la salma ai parenti

Nel pomeriggio il medico legale incaricato dalla Procura ha chiuso l'esame. Nelle prossime ore i funerali di Zaira Palumbo

L'interno del "Vito Fazzi" di Lecce

LECCE – Si è conclusa da poco l’autopsia sulla salma di Zaira Palumbo, la 42enne leccese travolta il 7 aprile da una Dacia Sandero, mentre accompagnava il proprio figlio a scuola. Intorno alle 17, infatti, il medico legale Ermenegildo Colosimo, ha sottoscritto la liberatoria per la consegna del corpo ai famigliari della vittima. I parenti, seppur straziati da un dolore al quale non può essere accostato alcun aggettivo, potranno renderle un ultimo saluto e raccomandare al suo ricordo quel figlio di appena 11 anni, ora rimasto orfano.

Durante l’accertamento medico, il consulente incaricato dalla Procura della Repubblica di Lecce ha riscontrato alcuni traumi, tra cui una ferita lacero contusa all’altezza della coscia poi suppurata: un’infezione che si sarebbe trasmessa a livello cutaneo e poi muscolare sulla quale anche i famigliari della donna vogliono vederci chiaro. Durante la verifica autoptica, inoltre, il medico ha anche riscontrato una insufficienza respiratoria che dovrà essere approfondita in un secondo momento: gli esami istologici saranno infatti indispensabili per analizzare il quadro della vittima dal punto di vista pneumologico.

Colosimo, intanto, ha richiesto itutta la certificazione prodotta e la cartella clinica relativa alla prima fase del ricovero della 42enne, quella avvenuta nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Vito Fazzi”. Eì lì, infatti, che è rimasta in gravi condizioni per circa una ventina di giorni, per poi essere trasferita, dal 2 maggio, nella clinica privata “Villa Verde”. L’esame dei documenti, trattandosi di due fasi distinte, richiederà dunque più tempo, ma soltanto questo iter consentirà di ricostruire, almeno da un punto di vista clinico, l’accaduto. Sul fronte giudiziario, intanto, ci penserà la polizia locale, sopraggiunta negli istanti successivi al tragico sinistro, a procedere con l’addebito delle responsabilità. Il mezzo condotto dalla 35enne, difesa dall'avvocato Fabrizio Marra, intanto, è tuttora sotto sequestro per le dovute perizie, nell'ambito di una indagine per omicidio stradale, coordinata dal sostituto procuratore Maria Rosaria Micucci.

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