Travolti mentre potano le fronde, muoiono tre operai e automobilista

Il terribile incidente alle 8,20 alla periferia di Galatone, in via Almirante, non lontano dall'hotel Ghalà. Sul posto vigili del fuoco, carabinieri e 118. Anche un ferito grave della stessa ditta

GALATONE - Splende il sole dopo giorni di burrasca e temporali, ma a Galatone non sembra accorgersene quasi nessuno. I cuori sono troppo gonfi di dolore, in questo mattino in cui si è costretti a misurarsi con una tragedia talmente grande da avvilire, in un attimo, due comunità. Tutti raccolti increduli in uno spicchio di strada a piangere quattro morti e un ferito grave. Un bilancio insopportabile.

Alle 8 via Giorgio Almirante, la circonvallazione, è un viavai di mezzi come non si vede nemmeno nei giorni di traffico intenso. Nei pressi dell’hotel Ghalà, una flotta di ambulanze, squadre di vigili del fuoco, carabinieri, agenti di polizia locale. E le cifre della tragedia, lì a salire vorticosamente, facendo il giro dei telefonini, fino ad apparire quasi surreali. Un morto, no due. Tre, anzi, quattro.

La dinamica è in mano ai carabinieri della stazione di Galatone, intervenuti con i militari del Nucleo operativo radiomobile di Gallipoli, in testa il capitano Francesco Battaglia, comandante della compagnia. Ma la cruda ricostruzione è già, grossomodo, definita fin dai primi istanti. Alessandro Liguori, 44enne di Aradeo è alla guida di una Golf Volkswagen bianca. Viaggia in direzione di Lecce, si sta recando al lavoro. Decide, a un certo punto, per un sorpasso. E perde l’auto. Se per la velocità o altri fattori, è da stabilire.

Video | Sul luogo dell'incidente

In quel punto, a bordo strada, il destino vuole che ci siano gli operai della Eco.Man Salento. Stanno potando le fronde di alcuni alberi che sporgono da un fondo privato. Lo schianto è micidiale. La Golf, fuori controllo, si conficca fra la parte posteriore del loro camion e il muretto di cinta, proprio dove si trovano quattro galatonesi. Pasquale Filieri, 62enne, titolare della ditta e noto per essere anche vicepresidente della sezione locale di protezione civile e proprietario del bar Jolly; Luigi Casaluci, 64enne; Antonio Mezzi, 44enne; Giovanni Benegiamo, 43enne. 

Nessuno ha il tempo di scansarsi. Forse, nemmeno si accorgono di quanto stia per accadere. I primi tre vengono falciati e muoiono sul colpo, esattamente come Liguori. Si salva solo Benegiamo, anche se resta gravemente ferito. E’ issato sul cestello adoperato per sfoltire le chiome più alte. Il braccio meccanico si piega nell’impatto e crolla. Quella chiamata per lui, l’unica ambulanza che riparta dal luogo alla volta dell’ospedale “Vito Fazzi”, in codice rosso. Lo operano d’urgenza alla milza. E’ in prognosi riservata, ma non rischia la vita. Nella camera mortuaria dello stesso nosocomio, arrivano poco dopo, tutte insieme, le salme dei suoi colleghi. Mentre i carabinieri mettono i veicoli sotto sequestro. 

Fra i primi ad arrivare sul posto, alle 8,30, il sindaco di Galatone, Flavio Filoni. E’ incredulo davanti a uno scenario che non sembra più nemmeno un incidente stradale, ma l’esito di una battaglia, tale la devastazione. “Una di quelle giornate che non vorremo mai accadessero”, commenta. “Massima vicinanza alle famiglie coinvolte per questa tragedia che colpisce due comunità, quella di Galatone e quella di Aradeo. A breve comunicheremo il lutto cittadino. Tutte le manifestazioni pubbliche fino a domenica sono state annullate”.

I sindacati: "Maggiore sicurezza sul lavoro"

Sul caso interviene, da Roma, anche la segretaria confederale della Cgil, Rossana Dettori. “Esprimiamo cordoglio e vicinanza alle famiglie di coloro che quest’oggi hanno perso la vita sulla circonvallazione di Galatone svolgendo il proprio lavoro. Basta accettare passivamente queste tragedie: la sicurezza sul lavoro è una priorità sociale, è ora di agire. Ribadiamo la necessità di definire una vera e propria strategia nazionale su salute e sicurezza e dotare così finalmente il Paese di strumenti che possano mettere fine a questa strage. Per questo - conclude Dettori - ci auguriamo che il confronto con l’Esecutivo su questi temi prioritari possa proseguire velocemente”.

Anche l'Ugl esprime cordoglio alle famiglie degli operai che hanno perso la vita a Galatone in provincia di Lecce, travolti mentre erano impegnati in lavori di potatura lungo la strada e si allinea sulla necessità di maggior sicurezza. “E’ in corso una vera e propria strage sul lavoro che non è possibile tollerare”, dichiara Paolo Capone, segretario generale. “E’ necessario aumentare i controlli, promuovere una maggiore cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro e più formazione per i dipendenti soprattutto in quei settori dove il rischio è più elevato”. L'Ugl sta portando avanti in questi giorni il tour "Lavorare per vivere", per sensibilizzare l'opinione pubblica sul fenomeno delle morti bianche e la prossima tappa sarà proprio a Lecce, il 30 novembre, in piazza Sant’Oronzo a Lecce.

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