Strade killer, terminati gli accertamenti: i corpi di Antonio e Lorenzo alle famiglie

Nel corso della mattinata il medico legale incaricato dalla Procura ha eseguito le ispezioni esterne. Non ha ritenuto indispensabile l’autopsia

Uno dei due teatri dei tragici sinistri di domenica.

LECCE – Le comunità di Gallipoli e Matino (dove sono stati sospesi i fuochi di artificio previsti in onore del santo patrono), ancora sconvolte per le drammatiche notizie delle ultime ore, saluteranno presto i due giovani concittadini, deceduti negli incidenti di domenica. I corpi del 28enne Antonio Acace e di Lorenzo Michele Marsano, di 29 anni, saranno infatti consegnati alle rispettive famiglie nella giornata di oggi, per un ultimo saluto e un abbraccio collettivo da parte dei numerosi amici e dei loro conoscenti. Due giovani uomini praticamente coetanei, legati dal filo invisibile di quella sorte beffarda che, in poche ore e a pochi chilometri di distanza, si è presa gioco di entrambi.

Nel corso della mattinata, presso la camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, sono state infatti eseguite le ispezioni esterne sui corpi delle vittime. Il medico legale incaricato dalla Procura della Repubblica di Lecce, Ermenegildo Colosimo, non ha infatti ritenuto di dover procedere con l’autopsia. Così, al termine dell’accertamento, le salme sono state riconsegnate alle famiglie colpite dal lutto, su disposizione del pm titolare dell’indagine, Giovanna Cannarile.

Il consulente della procura ha riscontrato un grave trauma cranico sul 28enne gallipolino, rimasto vittima di un sinistro autonomo intorno alle 16 di domenica, sulla strada statale 274, all’altezza dell’uscita per Taviano e per la zona industriale di Melissano. Il centauro, che viaggiva da solo, nonostante indossasse il casco, è finito con violenza contro il guardrail e la protezione si è spaccata in più punti. Nulla da fare per lui, come hanno constatato gli stessi operatori del 118, una volta giunti sul posto.

Lesioni altrettanto fatali anche per l’altra vittima, il 29enne di Matino, deceduto dopo l’urto contro un palo, provocato presumibilmente da una Jeep, guidata da un 19enne, che gli avrebbe tagliato la via, sulla litoranea di Capilungo, mentre si trovava sulla moto con la sua giovane moglie. La violenza dell’impatto ha infatti provocato un trauma cranico e alle vertebre cervicali, tali da non concedergli scampo. La 31enne, sposata appena nel mese di ottobre, è stata invece accompagnata in codice rosso a Lecce, per un trauma allo sterno, che fortunatamente non le ha compromesso la vita.  Il medico legale ha eseguito, su entrambi, anche i test alcolemici e tossicologici, come previsto normativamente nei casi di omicidi stradali. Una procedura dovuta, ma che non fornirà risposte all’incubo che, ormai da ore, stanno vivendo due famiglie salentine, straziate dal dolore e dall’incredulità.

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