Non aveva assunto cocaina: ciclista belga morto, torna libero il 36enne

Le perizie disposte dal pm scagionano Dino De Pascalis, di Salice, dall'aver usato sostanze la mattina del tragico incidente nelle campagne di Veglie

SALICE SALENTINO – Dino De Pascalis, l’artigiano di 36 anni di Salice Salentino arrestato a metà settembre dopo un tragico incidente stradale in cui è morto un turista belga, il 60enne Stephan Philippe Marical, è tornato in libertà. L’ha disposto il Tribunale di Lecce, tramite un’ordinanza del giudice per le indagini preliminari Giovanni Gallo, sulla scorta di una consulenza la quale ha stabilito come il giovane non fosse sotto effetto di sostanze stupefacenti (nello specifico, cocaina) la mattina del 15 settembre scorso, quando è avvenuto lo scontro fra la sua Citroen C1 e la bicicletta in sella alla quale si trovava lo straniero.

Aveva negato l'assunzione

Già in sede d’interrogatorio, con i suoi avvocati, Raffaele Benfatto e David Caraccio, De Pascalis aveva fermamente negato la circostanza. L’assunzione, dunque, rilevata nel corso dei test ai quali era stato sottoposto, sarebbe risalita a diverso tempo prima. La perizia, per verificare la fondatezza delle affermazioni, era stata disposta dal pubblico ministero Maria Consolata Moschettini, che aveva nominato come consulente la tossicologa Cosima Mongelli; da parte loro, i difensori avevano chiamato come specialista Cosimo Greco. E l’esito delle consulenze ha rilevato, appunto, come il 36enne non avesse assunto sostanze quella mattina.

Le fasi dell'incidente 

De Pascalis, dunque, torna libero, ma, ovviamente, resta indagato per la vicenda. Quella mattina, Marical era stato travolto dall’auto mentre, con la sua bicicletta, era in coda a un gruppo che stava percorrendo via Vecchia Salice, nelle campagne di Veglie. Trasportato ancora vivo al “Vito Fazzi” di Lecce dal personale del 118, sebbene già in condizioni critiche, era morto poco dopo l’arrivo in ospedale. Troppo gravi le ferite riportate nell’impatto. Il 60enne era franato sul parabrezza, frantumandolo, mentre la bicicletta era stata scaraventata nelle campagne.

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L'arresto del 36enne

Sul posto, per i rilievi, erano intervenuti gli agenti di polizia locale di Veglie, coadiuvati dai carabinieri della stazione locale. Agenti e carabinieri avevano poi proceduto anche all’arresto del 36enne, sulla scorta del test sviluppato in ospedale. Ma, stando alla perizia, se assunzione di cocaina c’è stata, di certo non era avvenuta quel giorno.

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