Incrocio del Bar Rosso e Nero: in dieci minuti 50 auto ignorano i segnali

Una rilevazione sul campo: ogni quattro vetture provenienti da viale dell'Università, una svolta a sinistra, invadendo il tratto riservato a bus e taxi e vanificando il diritto di precedenza istituito su via Diaz

LECCE – Nessun miglioramento della viabilità cittadina è possibile se non si rispettano i segnali stradali. Nella fiera delle ovvietà, questa potrebbe ambire al podio, ma a Lecce nulla è scontato, tantomeno il senso civico.

Di più: nessuna ipotesi è nemmeno valutabile davanti a una percentuale di violazioni come quella registrata all’incrocio tra viale degli Studenti, via Diaz e viale Gallipoli, altrimenti noto come del Bar Rosso e Nero.

In dieci minuti, cronometro alla mano, circa 50 auto, provenendo da viale degli Studenti, hanno girato a sinistra per viale Gallipoli impegnando il tratto delimitato da un cordolo e riservato solo a bus e taxi). Nello stesso lasso di tempo sono state quasi 200 le vetture provenienti da viale degli Studenti, il che significa che un conducente su quattro ha deciso di fare di testa sua cercando la via più breve per dirigersi in zona stazione, oppure fare inversione di marcia.

L’ipotesi di viabilità, sulla carta.

Da qualche settimana è in corso una sperimentazione voluta dall’assessore alla Mobilità, Marco De Matteis: in sostanza godono di precedenza le auto che da via Diaz impegnano l’incrocio. Chi arriva da viale Gallipoli può, rispettando lo stop, girare a destra per viale degli Studenti oppure attraversare l’incrocio e poi svoltare a sinistra su via De Jacobis. I veicoli in arrivo da viale degli Studenti, dopo aver rispettato lo stop, possono solo proseguire su via De Jacobis dal momento che la svolta a sinistra è limitata a bus e taxi. Per portarsi si viale Gallipoli dovranno percorrere via Cadorna e dunque immettersi su via Diaz prima di svoltare a destra.

La situazione di fatto.

L’osservazione dei flussi di traffico restituisce un’immagine diversa da quella auspicata: sono troppi i conducenti che se ne infischiano e continuano a svoltare a sinistra pensando pure di avere la precedenza . Quando scatta l’effetto gregge – bastano tre auto che commettono la stessa violazione, una dopo l’altra – l’incrocio si blocca.  svolta a sinistra, infatti, comporta il rallentamento e spesso lo stallo del flusso di auto sia da via Diaz, che pure beneficia della precedenza, che da viale Gallipoli. E la frittata è fatta.

L’osservazione sul campo è stata fatta poco prima delle 11, in una situazione di traffico ordinaria: il primo lunedì di settembre ha riportato in città tanti veicoli, ma le scuole sono ancora chiuse. Non c’è insomma un carico eccessivo e la viabilità sarebbe pure scorrevole se, quasi a intervalli regolari, l’imbuto non si congestionasse per via dell’arbitrio di chi ignora i segnali. Compreso quello di stop, che su viale degli Studenti non rispetta davvero nessuno. Eppure c’è, in orizzontale e in verticale.

Necessario il presidio degli agenti di polizia locale

Il punto è: cosa accadrà nelle ore di punta quando le campanelle riprenderanno a suonare? Facile immaginare un contesto caotico e nevrotico. Senza voler anticipare conclusioni, un paio di cose appaiono chiare: la prima è che nei punti nevralgici, come questo, serve un presidio degli agenti di polizia locale, almeno nelle presunte ore di punta. Lecce non è Città del Messico, sebbene sia nota la necessità di personale per coprire integralmente la pianta organica di Lecce, e alcuni snodi non possono essere abbandonati a se stessi. La seconda “evidenza” è che, se questa ipotesi di soluzione dovesse reggere alla prova della riapertura delle scuole ed essere adottata in maniera sistematica, non si può prescindere dall’impiego di una telecamera.

Alcune persone anziane, residenti nel quartiere, si scambiano impressioni incrociandosi sul marciapiede: c’è chi condanna senza appello questa ipotesi, chi invece punta l’indice contro il menefreghismo. I conducenti, intanto, si scambiano occhiatacce e talvolta insulti. Gli autisti dei bus - ne passano almeno cinque in dieci minuti e sono quasi vuoti – hanno sul volto la faccia della rassegnazione.

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