Un colpo in testa, la morte: il fidanzato confessa, indagato anche il padre

Il 17enne è crollato e ha confessato. La loro relazione negli ultimi periodi si era deteriorata. Forse un attacco d'ira durante un chiarimento

La scientifica sul posto.

CASTRIGNANO DEL CAPO – Ci sono l’odore dolciastro e la presenza degli insetti della morte a contrastare con la bellezza della campagna salentina e del mare di Leuca che luccica in lontananza. Qui, a ridosso di un muretto a secco in contrada San Giuseppe, a Castrignano del Capo, si è spezzata la vita di Noemi Durini, la 16enne scomparsa da Specchia dieci giorni fa.

E’ in questa campagna, tra olivi e terra rossa, che con ogni probabilità (saranno le indagini ad accertarlo) il fidanzato 17enne l’ha condotta all’alba del 3 settembre, per poi colpirla, forse al culmine di una violenta lite, l’ennesima di un rapporto turbolento, con una grossa pietra alla testa. Poi l’ha abbandonata come una bambola di pezza, con il viso rivolto verso il terreno impregnato del suo sangue, coprendola in maniera approssimativa con dei sassi, lasciando scoperti solo i piedi. Ed è così che carabinieri, vigili del fuoco, croce rossa e volontari della protezione civile l’hanno trovata poco dopo le 13 di oggi.

Crollato dopo l'interrogatorio

Il 17enne è crollato dopo l’ennesimo lunghissimo interrogatorio dinanzi ai militari dell’Arma, dopo che in mattinata è giunta la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati presso la Procura per i minorenni di Lecce, per il reato di omicidio volontario. Dopo dieci giorni ha confessato di aver ammazzato Noemi, descrivendo il luogo in cui aveva nascosto il corpo martoriato della 16enne.

Investigatori e soccorritori, seppur abituati a fare i conti con un lavoro che li porta a fronteggiare le morti violente, si sono trovati di fronte a una scena difficile da dimenticare, con il corpo della povera ragazza assassinata deformato dalla decomposizione e dagli oltre dieci giorni trascorsi all’aria aperta. L’aria talmente irrespirabile da rendere necessario l’utilizzo dei respiratori per rimuovere il cadavere e consegnarlo al carro funebre che l’avrebbe condotta presso l’istituto di medicina legale, in attesa dell’autopsia che sarà affidata al medico legale Roberto Vaglio.

L’esperto nominato dalla Procura ha raggiunto il luogo del ritrovamento nel primo pomeriggio, eseguendo una prima ispezione sul cadavere. Dall’esame è emerso che la morte, compatibile con la data della scomparsa, è stata causata da un corpo contundente, forse una grossa pietra. Bisognerà attendere l’esito dell’esame autoptico per avere riscontri più precisi anche sulla possibile presenza di ferite di arma da taglio sul collo. Un esame reso difficile dall’evidente stato di decomposizione e dall’azione distruttiva della natura.

Al vaglio anche la posizione del padre

Le indagini proseguono senza sosta, con le due Procure (quella ordinaria e quella minorile) al lavoro con i carabinieri per svelare modalità e retroscena di un delitto che ha travolto un’intera comunità. I procuratori Leonardo Leone De Castris e Maria Cristina Rizzo hanno raggiunto poco dopo le 13.30 il luogo dell’omicidio.

“Il ritrovamento del corpo della ragazza scomparsa – ha spiegato il procuratore Leone De Castris – è giunto al termine di una serie di attività tecniche molto incisive, grazie alla bravura dei carabinieri che, nonostante l’enorme pressione sull’indagato, sono riusciti a ottenere la confessione e farsi condurre sul luogo dove era nascosto”. Il 17enne, L.M. di Montesardo, sarà interrogato nelle prossime ore dal sostituto procuratore Anna Carbonara (competente vista la minore età) e sottoposto a fermo.

Al vaglio degli inquirenti la posizione del padre del ragazzo, indagato dalla procura ordinaria. L’ipotesi, ancora ovviamente tutta da verificare, è che il ragazzo, che in passato ha sofferto di problemi psichiatrici (già documentati), possa aver agito da solo, magari dopo aver convinto Noemi a incontrarlo per un chiarimento. Poi l’avrebbe condotta in quel luogo isolato e, al culmine di un attacco di rabbia, l’avrebbe uccisa.

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Tradita dal suo grande amore

Per quella ragazza fragile e dal sorriso dolce, che tutti dipingono come solare e piena di vita, il dolore e l’amarezza di una vita spezzata a soli 16 anni, tra sogni e speranze che non si avvereranno mai. La morte è giunta per mano di quello che credeva fosse il suo grande amore: “E non stupitevi se siamo ancora qua, abbiamo detto per sempre e per sempre sarà!”, aveva scritto sul suo profilo Facebook soltanto il 12 agosto, data in cui avevano festeggiato il primo anno di una relazione tormentata. Non sapeva che quell’amore si sarebbe trasformato in odio e in una feroce brutalità.

“Non doveva finire così, non doveva morire”, ha urlato tra le lacrime la sorella di Noemi al passaggio del carro funebre, consolata invano da amici e parenti. Sul posto, subito dopo la diffusione della notizia, si è radunata una folla di curiosi, che ha atteso per ore sotto il caldo sole di settembre pur di raggiungere il luogo dell’orrore e soddisfare la propria morbosa curiosità e scattare magari una foto da condividere. C’è chi poi ha urlato tutta la sua rabbia, invocando una giustizia sommaria per il 17enne.

Una morte annunciata, invece, per Davide, cugino di Noemi: “Litigavano spesso, la madre lo aveva anche denunciato, eppure erano liberi di andare dove volevano in macchina. Era sempre stato un ragazzo vivace, ma negli ultimi tempi la situazione era degenerata, aveva degli attacchi di rabbia e prendeva dei farmaci. La picchiava spesso per gelosia, aveva una possessività morbosa nei confronti di Noemi, che più volte ha portato sul viso i segni della sua violenza. Questa volta però la lite è degenerata, senza che nessuno l’abbia fermato”.

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